Esempio
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Decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994
Atto di indirizzo e
coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per
l'adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di
bonifica dell'ambiente, ai fini della difesa dei pericoli derivanti
dall'amianto.
E' approvato il seguente atto di indirizzo e coordinamento delle attività delle
regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di difesa
dei pericoli derivanti dall'amianto.
Art. 1 - Piani regionali e delle province autonome
1. Le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano adottano, ai sensi
dell'art. 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257, i piani di protezione
dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della
difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, tenendo conto dei criteri indicati
negli articoli seguenti e secondo le modalità di cui all'art. 12, comma 3, della
legge 27 marzo 1992, n. 257.
Art. 2 - Censimento dei siti interessati da attività di estrazione
dell'amianto
1. Non esistendo siti interessati da attività di estrazione dei minerali
finalizzata alla produzione di amianto, sono censiti soltanto i siti estrattivi
di pietre verdi.
Art. 3 - Censimento imprese che utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle
attività produttive e censimento imprese che svolgono attività di smaltimento e
bonifica.
1. Il censimento delle imprese che utilizzano o abbiano utilizzato l'amianto
nelle rispettive attività produttive ovvero che svolgono attività di smaltimento
e di bonifica dell'amianto, viene effettuato con l'ausilio della relazione
annuale di cui al comma 1 dell'art. 9 della citata legge n. 257 del 1992.
2. In fase di applicazione della citata legge n. 257 del 1992, per tali imprese
si considerano esaustivi i dati forniti in conformità della circolare del
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato del 17 febbraio 1993,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 1993.
3. Allo scopo di uniformare le modalità di controllo delle regioni e delle
province autonome sulla completa ottemperanza al censimento da parte delle ditte
interessate, pu essere operato un controllo incrociato, che si avvale delle
seguenti fonti:
a)
individuazione dei codici ISTAT di riferimento delle attività produttive
maggiormente implicate in via potenziale nel censimento; l'elenco di cui
all'allegato B può costituire un utile riferimento;
b) reperimento, tramite le camere di commercio, degli elenchi con relativi
indirizzi delle singole aziende iscritte per ciascun codice di attività ;
c) reperimento, tramite INAIL, dell'elenco delle imprese che corrispondono
il premio assicurativo per la voce silicosi ed asbestosi.
4. Il censimento delle imprese deve essere uniformato allo schema tipo di cui
all'allegato A, che costituisce la base minima di informazioni da richiedere,
ferma restando la facoltà di ciascuna regione e provincia autonoma di richiedere
ulteriori informazioni, ritenute opportune.
Art. 4 - Predisposizione di programmi per dismettere l'attività estrattiva e
realizzare la relativa bonifica dei siti
1. Nella predisposizione dei programmi per realizzare la bonifica dei siti
interessati da attività estrattiva dell'amianto, si prendono in considerazione i
seguenti aspetti:
a) la
stabilizzazione geotecnica della zona di coltivazione, ricorrendo anche, ove
necessario, ad interventi di consolidamento e/o disgaggio e/o rimodellazione
dei fronti;
b) la stabilizzazione geotecnica delle discariche di sterili e delle altre
zone interessate da movimento terra nell'ambito dell'attività mineraria;
c) la prevenzione dai rischi di inquinamento dell'acqua e dell'aria;
d) la risistemazione ambientale e paesaggistica e l'eventuale possibilità di
riutilizzo successivo delle aree dismesse;
e) lo smantellamento dei fabbricati o di quelle parti degli stessi che
risultano inquinati da amianto, o in alternativa , ove possibile, la
bonifica e le proposte di recupero per i fabbricati stessi;
f) i controlli sulla qualità dell'ambiente, con particolare riguardo ai
tenori di fibra in atmosfera, durante ed al termine delle operazioni di
bonifica;
g) i controlli geotecnici in corso d'opera, laddove siano previste
significative opere di risistemazione morfologica;
h) la salvaguardia di eventuali giacimenti di altri minerali di potenziale
interesse estrattivo all'interno della stessa area. Tale attività dovrà
essere condotta nel rispetto delle norme di cui al capo III del decreto
legislativo 15 agosto 1991, n. 277, e successive modificazioni ed
integrazioni.
Art. 5 -
Armonizzazione dei piani di smaltimento dei rifiuti di amianto con i piani di
organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.
1. I rifiuti di amianto classificati sia speciali che tossici e nocivi, ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, devono
essere destinati esclusivamente allo smaltimento mediante stoccaggio definitivo
in discarica controllata.(1)
2. Le regioni e province autonome predispongono un piano di smaltimento dei
rifiuti di amianto che individua la tipologia, il numero e la localizzazione
degli impianti da utilizzare per lo smaltimento di tali rifiuti, basato sulla
valutazione delle tipologie e dei relativi quantitativi di rifiuti di amianto
presenti sul territorio, nonché su una appropriata analisi territoriale.
3. Il piano di smaltimento dei rifiuti di amianto costituisce parte integrante
del piano di organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti di cui
all'art. 6 del citato decreto n. 915 del 1982.
Art. 6 - Individuazione dei siti che devono essere utilizzati per l'attività
di smaltimento dei rifiuti di amianto
1. I rifiuti di amianto devono essere smaltiti mediante impianti di stoccaggio
definitivo in discarica di seconda o terza categoria, nel rispetto delle
prescrizioni e dei vincoli di cui alla deliberazione 27 luglio 1984 del Comitato
interministeriale di cui all'art. 5 del citato decreto n. 915 del 1982,
appositamente autorizzati ai sensi dell'art. 6 del decreto suindicato.(1)
2. Lo smaltimento può avvenire in impianti gi esistenti ovvero in nuovi
impianti, autorizzati anche allo smaltimento di altre tipologie di rifiuti , a
condizione che esso avvenga in una distinta porzione di impianto a ci
esclusivamente destinata e che vengano previste in sede organizzativa apposite
prescrizioni in ordine all'immediato interramento dei rifiuti di amianto, alla
tenuta di appositi registri di presa in carico, alla impostazione di vincoli
sull'utilizzo dell'area di discarica dopo la chiusura e sistemazione finale, al
fine di evitare la possibilità di messa in circolo di fibre di amianto.
3. Limitatamente ai rifiuti costituiti da sostanze o prodotti contenenti amianto
legato in matrice cementizia o resinoide, classificabili quali rifiuti speciali
ai sensi del citato decreto n. 915 del 1982,(1) consentito lo smaltimento anche
in discariche di seconda categoria- tipo A, purché tali rifiuti provengano
esclusivamente da attività di demolizione, costruzioni e scavi. Dovranno essere
adottate, eventualmente, anche in sede autorizzativa, apposite norme tecniche e
di gestione atte ad impedire l'affioramento dei rifiuti contenenti amianto
durante le operazioni di movimentazione.(2)
Art. 7 - Controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza
del lavoro
1. Le regioni utilizzando i dati dei censimenti di cui alle lettere b) ed l)
del comma 2 dell'art. 10 della citata legge n. 257 del 1992, individuano le
attività nelle quali presente un rischio di esposizione a fibre di amianto per i
lavoratori e, conseguentemente, predispongono un piano di indirizzo per
l'intervento delle strutture territoriali finalizzato:
a) alla
vigilanza sul rispetto delle norme specifiche per la protezione dei
lavoratori nelle imprese in cui sia presente un rischio lavorativo da
amianto;
b) alla valutazione preventiva di piani di lavoro relativi agli interventi
di bonifica di amianto, presentati ai sensi dell'art. 34 del citato decreto
legislativo n. 277 del 1991, e alla vigilanza sulla esecuzione degli
interventi stessi;
c) alla valutazione di rischi connessi alla presenza di amianto in edifici,
strutture e impianti, e al rilascio di opportune prescrizioni ai datori di
lavoro.
2. Annualmente le
strutture territoriali inviano alla propria regione una relazione sulla attività
svolta, nella quale risulti indicato:
a) operatore/i
della struttura responsabile degli interventi di prevenzione per i
lavoratori esposti al rischio di amianto;
b) i livelli di esposizione alle fibre di amianto nelle imprese in attività
nel territorio;
c) interventi di bonifica di edifici, impianti e/o strutture contenenti
amianto effettuati nel territorio;
d) interventi di prevenzione effettuati dalla struttura presso le imprese
interessate;
e) interventi di prevenzione effettuati presso edifici, impianti e/o
strutture interessate e relative prescrizioni impartite circa i piani di
controllo e manutenzione.
Art. 8 -
Rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di
amianto
1. I piani regionali, identificando una scala di priorità , prevedono
controlli periodici in relazione alle seguenti possibili situazioni di pericolo:
a) miniere di
amianto dismesse;
b) stabilimenti dismessi di produzione di materiali contenenti amianto;
c) materiale accumulato a seguito delle operazioni di bonifica sui mezzi di
trasporto vari (vagoni ferroviari, navi, barche, aerei, ecc.);
d) capannoni utilizzati e/o dismessi con componenti in amianto/cemento;
e) edifici e strutture dove presente amianto spruzzato;
f) impianti industriali dove stato usato amianto per la coibentazione di
tubi e serbatoi.
2. Nelle indagini riguardanti le miniere di amianto dismesse le regioni e le
province autonome si avvalgono della collaborazione di competenti uffici del
Corpo delle miniere.
3. I dati e le informazioni relativi ai censimenti, alle rilevazioni e alle
indagini previsti dal presente atto di indirizzo e coordinamento sono comunicati
ai comandi provinciali dei vigili del fuoco territorialmente competenti, per
l'acquisizione di elementi conoscitivi necessari alla predisposizione dei piani
d'intervento di rispettiva competenza.
Art. 9 - Controllo delle attività di smaltimento e di bonifica relative
all'amianto
1. Le regioni predispongono un piano di indirizzo per l'intervento delle
strutture territoriali finalizzato:
a) alla
vigilanza e controllo sui siti interessati da operazioni di bonifica che
possono dar luogo a produzione di rifiuti di amianto. Nelle suddette azioni
di vigilanza e controllo le strutture territoriali verificano in
particolare, oltre quanto gi previsto dall'art. 34 del citato decreto
legislativo n. 277 del 1991:
1) la corretta classificazione dei rifiuti di amianto, ai sensi della normativa
vigente;
2) le modalità di confezionamento, manipolazione ed ammasso temporaneo dei
rifiuti di amianto;
3) l'efficienza del sistema di confinamento dell'area oggetto di bonifica;
4) la corretta valutazione e rilevamento del livello di inquinamento interno ed
esterno all'area interessata prima, durante e dopo l'intervento medesimo;
5) la documentazione di legge relativa all'affidamento delle operazioni di
bonifica ad una ditta specializzata iscritta all'albo di cui all'art. 12 della
citata legge n. 257 del 1992;
6) la documentazione di legge relativa alla consegna dei rifiuti di amianto ad
un trasportatore autorizzato;
7) la documentazione di legge relativa alla consegna dei rifiuti di amianto
trasportati ad una discarica idonea ed autorizzata;
a) alla
vigilanza e al controllo sulle imprese che provvedono alle operazioni di
bonifica, in ottemperanza a quanto previsto dall'art. 9 della citata legge
n. 257 del 1992.
2. Le regioni
predispongono un piano di indirizzo per il coordinamento delle funzioni di
controllo sulle attività di smaltimento dei rifiuti, esercitate dalle province,
finalizzato:
a) alla
vigilanza e controllo, con frequenza almeno semestrale, sulle imprese che
provvedono alla raccolta ed al trasporto dei rifiuti di amianto,
verificando, in particolare, la documentazione di legge relativa alla
consegna ad un impianto di smaltimento idoneo ed autorizzato;
b) alla vigilanza e controllo, con frequenza almeno semestrale, sui sistemi
di smaltimento che accolgono i rifiuti di amianto, verificando, in
particolare, la documentazione relativa alla gestione dell'impianto prevista
dalle norme in materia.
3. Al termine
dell'intervento di bonifica viene verificato, dalle strutture di vigilanza e
controllo, il grado di risanamento raggiunto dall'area, anche al fine di
stabilire la destinazione d'uso.
4. Annualmente le strutture territoriali inviano alla propria regione una
relazione dettagliata sull'attività svolta.
Art. 10 - Predisposizione di specifici corsi di formazione professionale e
rilascio di titoli di abilitazione
1. I corsi di formazione vengono articolati in relazione al livello
professionale del personale a cui sono diretti:
a) operativo,
rivolto ai lavoratori addetti alle attività di rimozione, smaltimento e
bonifica;
b) gestionale, rivolto a chi dirige sul posto le attività di rimozione,
smaltimento e bonifica.
2. I corsi di
livello operativo sono mirati all'acquisizione della sensibilizzazione alla
sicurezza e della consapevolezza del rischio, nonché all'uso corretto dei
sistemi di protezione e al rispetto delle procedure operative. Devono prevedere
la trattazione almeno dei seguenti argomenti:
a) rischi per la
salute causati dall'esposizione a fibre di amianto;
b) sistemi di prevenzione con particolare riguardo all'uso corretto dei
mezzi di protezione respiratoria;
c) finalità del controllo sanitario dei lavoratori;
d) corrette procedure di lavoro nelle attività di bonifica e smaltimento.
3. I corsi destinati
al livello operativo hanno una durata minima di trenta ore.
4. I corsi di livello gestionale sono differenziati per gli addetti alle
attività di bonifica (rimozione o altre modalità ) di edifici, impianti,
strutture, ecc. coibentati con amianto e per gli addetti alle attività di
smaltimento dei rifiuti di amianto.
5. Tali corsi comprendono anche la responsabilità e i compiti della direzione
delle attività , i sistemi di controllo e di collaudo, i criteri di scelta dei
sistemi di protezione. Prevedono la trattazione almeno dei seguenti argomenti:
a) rischi per la
salute causati dall'esposizione a fibre di amianto;
b) normative per la protezione dei lavoratori e la tutela dell'ambiente:
obblighi e responsabilità dei diversi soggetti, rapporti con l'organo di
vigilanza;
c) gestione degli strumenti informativi previsti dalle norme vigenti;
d) metodi di misura delle fibre di amianto;
e) criteri, sistemi e apparecchiature per la prevenzione dell'inquinamento
ambientale e la protezione collettiva dei lavoratori: isolamento delle aree
di lavoro, unità di decontaminazione, estrattori e sistemi di depressione;
f) mezzi di protezione personale, ivi compresi loro controllo e
manutenzione;
g) corrette procedure di lavoro nelle attività di manutenzione, controllo,
bonifica e smaltimento;
h) prevenzione e gestione degli incidenti e delle situazioni di emergenza.
6. I corsi destinati
al livello gestionale hanno una durata minima di cinquanta ore.
7. Il rilascio dei relativi titoli di abilitazione avviene da parte delle
regioni o province autonome previa verifica finale dell'acquisizione degli
elementi di base relativi alla sicurezza e alla prevenzione del rischio da
amianto con riferimenti specifici all'attività di cui saranno addetti i
discenti.
8. I corsi regionali previsti dall'art. 10, lettera h), della citata legge n.
257 del 1992 sono preceduti da opportune attività di coordinamento e di
indirizzo, secondo quanto previsto dall'art. 5, lettera b), della citata legge
n. 257 del 1992. Tale attività può essere supportata da corsi nazionali di
formazione dei formatori affidandone la responsabilità attuativa ad istituti,
enti nazionali e territoriali, dotati di idonee strutture tecnico- scientifiche
.
9. I corsi di formazione regionale per il personale delle strutture di controllo
sono finanziati attraverso quota parte dei contributi concessi a favore delle
regioni e delle province autonome ai sensi dell'art. 16, comma 2, della citata
legge n. 257 del 1992. I corsi di formazione professionale per gli addetti di
cui all'art. 10, comma 2, lettera h), della citata legge n. 257 del 1992 saranno
finanziati con intervento economico dei soggetti richiedenti ed eventualmente
supportati da contributi pubblici.
Art. 11 - Strumentazione necessaria per lo svolgimento delle attività di
controllo previste dalla legge 27 marzo 1992, n. 257
1. Le regioni provvedono ad assicurare alle proprie strutture di controllo
almeno la seguente strumentazione:
a) microscopio
elettronico analitico, a scansione e/o a trasmissione;
b) diffrattometro a RX e/o spettrofotometro IR oltre al personale
necessario.
2. Le strutture a
livello subregionale dovranno essere dotate almeno di:
a) microscopio
ottico a contrasto di fase;
b) strumentazione per il campionamento delle fibre aerodisperse.
3. Ogni Unità
operativa territoriale sarà dotata di :
a) strumentazione per il campionamento delle fibre aerodisperse.
4. La strumentazione di cui ai commi 1, 2 e 3 può essere integrata o sostituita
tenendo conto della evoluzione tecnologica.
Art. 12 - Censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o
prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile
1. Il censimento viene realizzato secondo la procedura indicata nell'art.12,
comma 5, della citata legge n. 257 del 1992.
2. Il censimento ha carattere obbligatorio e vincolante per gli edifici
pubblici, per i locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e per i
blocchi di appartamenti.
3. A tal fine i rispettivi proprietari sono chiamati a fornire almeno i seguenti
elementi informativi:
a) DATI RELATIVI AL PROPRIETARIO DELL'EDIFICIO
cognome e nome;
data e luogo di nascita;
residenza;
telefono;
denominazione della società (per le società indicare i dati del legale
rappresentante) (per i condomini indicare i dati dell'amministratore);
sede;
partita IVA;
telefono, telefax;
codice fiscale.
b) DATI RELATIVI ALL'EDIFICIO
indirizzo;
uso a cui adibito;
tipo di prefabbricato:
prefabbricato;
parzialmente prefabbricato;
tradizionale;
interamente metallico;
in metallo e cemento;
in amianto- cemento ;
non metallico;
data di costruzione;
area totale mq;
numero piani;
numero locali;
ditta costruttrice (denominazione, indirizzo, telefono);
se prefabbricato: ditta fornitrice (denominazione, indirizzo, telefono);
numero occupanti;
ditta/e incaricata/e della manutenzione.
c) DATI RELATIVI AI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO (indicare il tipo di materiale
e l'estensione)
materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola;
rivestimenti isolanti di tubi e caldaie;
pannelli interni;
altri materiali.
4. Il censimento, almeno nella prima fase, ha carattere facoltativo per le
singole unità abitative private per le quali, ove ne ricorrano i presupposti, i
relativi proprietari potranno essere invitati a fornire gli elementi informativi
in loro possesso sulla base dello schema di cui al comma 3, lettera b). Anche
sulla base delle risposte ricevute, le unità sanitarie locali potranno
riconsiderare opportunamente il contenuto e le modalità di tale parte del
censimento.
ALLEGATO A
FAC-SIMILE DI SCHEDA DI CENSIMENTO
Censimento di cui all'art. 10 lettera b), della legge n. 257/1992
Ditta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....
con sede legale in
via . . . . . . . . . . . . . . . ..n ..
comune di . . . . . . . . . ...cap . . ....tel.
n . . . ...
telefax n . . . . . . .....iscrizione al C.C.I.A.A.
n . . . . . . ...
unità produttiva sita in
via . . . . . . . . . . . . . .....n . ..
comune
di . . . . . . . . .c.a.p . . . ......tel.
n . . . ...
codice fiscale e/o partita
IVA . . . . . . . . . . . . . . . ...
esercente l'attività
di . . . . . . . . . . . . . . . . . ....
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
codice ISTAT . . . . . . . ....codice
INAIL . . . . . . . . .
titolare o legale
rappresentante . . . . . . . . . . . . . . . .
nato
a . . . . . . . . . . . . . ..il . . . . . . ....
residente in
via . . . . . . . . . . . . . . . . . .n . . . ....
comune
di . . . . . . . . .c.a.p . . . ...tel.
n . . . . . . . ..
Nell'anno 1993
Ha utilizzato amianto nelle proprie attività produttive;
Ha utilizzato fino al . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....
amianto nelle proprie attività produttive;
Ha operato nelle attività di smaltimento di amianto;
Ha operato nelle attività di bonifica di amianto;
Ha gi presentato notifica di attività :
ai sensi art. 25 del D.Lgs. n. 277/1991;
ai sensi art. 9 della legge n. 257/1992.
Luogo e
data . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....
ALLEGATO B
ELENCO DEI CODICI ISTAT DELLE AZIENDE CON POSSIBILE PRESENZA DI AMIANTO
A) ATTIVITA
MAGGIORMENTE INTERESSATE (elencare quelle con asterisco in ordine di
numero).
B) ALTRE ATTIVITA (elencare le altre in ordine di numero).
10 Industria della produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, vapore
ed acqua calda.
17 Industria della raccolta, depurazione e distribuzione dell'acqua.
35 Industria della costruzione e montaggio di autoveicoli, carrozzerie, parti ed
accessori.
140 Industria petrolifera.
221 Siderurgia (secondo il trattato C.E.C.A.) escluse le cokerie annesse a
stabilimenti
siderurgici.
222 Fabbricazione di tubi di acciaio.
224.1 Produzione di metalli non ferrosi di prima e seconda fusione; prima
trasformazione dei metalli non ferrosi; laminazione, stiratura, trafilatura,
estrusione ed altre lavorazioni.
233 Produzione ed estrazione di sale.
241 Produzione di materiali da costruzione in laterizio.
242 Produzione di cemento, calce e gesso.
243.1 Fabbricazione di prodotti in amianto- cemento .
243.2 Produzione di elementi da costruzione in calcestruzzo, di modellati, di
mattoni e di altri prodotti silico- calcarei, di prodotti in pomice- cemento.
244 Produzione di articoli in amianto (ad esclusione degli articoli di amianto-
cemento).
247 Industria del vetro.
240 Produzione di prodotti in ceramica.
251 Produzione di prodotti chimici di base (compresi altri prodotti derivati
ottenuti da successive trasformazioni).
255 Produzione di mastici, pitture, vernici e inchiostri di stampa.
256 Produzione di altri prodotti chimici principalmente destinati all'industria
e
all'agricoltura.
257 Produzione di prodotti farmaceutici.
311 Fonderie.
327.4 Costruzione di apparecchiature igienico- sanitarie e di macchine per la
lavanderie e stirerie.
328 Costruzione, installazione e riparazione di altre macchine ed apparecchi
meccanici.
328.4 Costruzione e installazione forni industriali non elettrici.
341 Produzione di fili e cavi elettrici.
345.1 Costruzione o montaggio di apparecchi radioriceventi, televisori,
apparecchi elettroacustici.
345.4 Costruzione di componenti elettronici.
361 Costruzione navale, riparazione e manutenzione di navi.
362.2 Riparazione di materiale rotabile ferroviario e tranviario.
363 Costruzione e montaggio di cicli, motocicli e loro parti staccate.
364 Costruzione e riparazione di aeronavi.
411 Industria di grassi vegetali e animali.
417 Industria delle paste alimentari.
419 Industria della panificazione, pasticceria e biscotti.
420 Industria della produzione e raffinazione dello zucchero.
421.1 Produzione del cacao, cioccolato e caramelle.
423.1 Preparazione del caffè , di succedanei del caffè e del tè.
424 Industria dell'alcool etilico, di acquaviti e liquori.
425 Industria del vino.
427 Industria della birra e del malto.
429.2 Lavorazione e confezione di tabacchi.
438 Industria per la produzione di arazzi, tappeti, copripavimento, linoleum e
tele cerate.
439.1 Produzione di feltri battuti (non per capelli).
439.5 Produzioni di cordami e spaghi di qualsiasi tipo di fibra.
441 Concia e tintura delle pelli e del cuoio.
471 Produzione della pasta-carta, della carta e del cartone.
472 Trasformazione della carta e del cartone, fabbricazione di articoli in
carta, cartone e ovatta di cellulosa.
481 Industria della gomma.
482 Ricostruzione di pneumatici, vulcanizzazione e riparazione di pneumatici.
483 Industria dei prodotti delle materie plastiche.
491.1 Produzione di oreficieria, argenteria, bigiotteria e coniazione di monete
e medaglie.
493.2 Produzione, sincronizzazione e doppiaggio di films.
501 Costruzioni edili restauro e manutenzione fabbricati.
503.1 Installazione di impianti di riscaldamento, di condizionamento,
idrico-sanitari e di distribuzione di gas e di acqua calda.
613.2 Commercio all'ingrosso di materiali da costruzione.
613.3 Commercio all'ingrosso di articoli per installazioni.
614.2 Commercio all'ingrosso di macchine per costruzioni edili.
614.3 Commercio all'ingrosso di altre macchine, di utensileria e attrezzature
per l'industria, il commercio e la navigazione.
614.3 Commercio all'ingrosso delle macchine, accessori e attrezzi agricoli,
compresi i trattori.
614.7 Commercio all'ingrosso di veicoli e accessori.
615.2 Commercio all'ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli
(ferramenta).
648.2 Commercio al minuto di articoli casalinghi, di ceramica e vetreria.
648.6 Negozi di ferramenta e casseforti.
649.2 Commercio al minuto di articoli igienico-sanitari e da costruzione.
651 Commercio al minuto di automobili, motocicli e natanti.
654.4 Commercio al minuto di articoli sportivi, armi e munizioni.
654.7 Commercio al minuto di macchine e attrezzature e prodotti per
l'agricoltura e il giardinaggio.
671.1 Riparazioni di autoveicoli (esclusa la riparazione di carrozzeria).
671.3 Riparazioni di motoveicoli e biciclette.
710 Ferrovie.
721 Metropolitane, tranvie e servizi regolari di autobus.
725 Trasporti con impianti a fune.
740 Trasporti marittimi e cabotaggio.
750 Trasporti aerei.
781 Attività connesse ai trasporti terrestri.
783 Attività connesse ai trasporti marittimi ed al cabotaggio (porti marittimi
ed altre installazioni marittime).
784 Attività connesse ai trasporti aerei (aeroporti e aerodromi).
843 Noleggio di macchinari e di attrezzature contabili e per ufficio, compresi i
calcolatori elettronici ed i registratori di cassa (senza operatore fisso).
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Nuova pagina 1
MESOTELIOMA
È un
tumore maligno che può colpire le membrane
sierose di rivestimento dei polmoni (pleura) e degli organi addominali
(peritoneo).
I mesoteliomi sono quasi inesistenti nella popolazione non esposta ad asbesto,
ma rappresentano il 15% dei tumori che colpiscono persone affette da asbestosi:
l'individuazione di mesoteliomi deve pertanto sempre far sospettare
un'esposizione ad asbesto.
Sono stati descritti casi di
mesotelioma in persone residenti intorno a miniere di asbesto o nelle città sede
di insediamenti industriali con lavorazioni dell'amianto, in familiari venuti in
contatto con le polveri accumulatesi sulle tute di lavoratori direttamente
esposti.
L'esistenza di mesoteliomi nei residenti e nei familiari mostra che possono
essere pericolose anche esposizioni a basse concentrazioni di asbesto. In genere
il tempo di latenza (ovvero il tempo che intercorre tra l'esposizione ad amianto
e la comparsa della malattia) è dell'ordine di decenni e può anche superare i 40
anni dall'inizio dell'esposizione.
I sintomi del mesotelioma sono
legati ad una compressione dei visceri che sono a contatto con la massa
tumorale; per lo più il primo segno nelle forme toraciche è costituito da un
versamento pleurico, spesso emorragico, con rapide recidive, con affanno, tosse
stizzosa e comparsa insistente di alcune linee di febbre.
La diagnosi si basa essenzialmente sulla presenza dei sintomi e
esami
radiografici. In tutti i casi sospetti l'indagine viene approfondita con altri
esami strumentali, fra cui la T.A.C. e con esami istologici al microscopio di
prelievi bioptici (pleuroscopia). In ogni caso la diagnosi differenziale fra
tumore polmonare diffuso alla pleura e mesotelioma è spesso difficoltosa.
Il decorso dei mesoteliomi è
quasi sempre molto rapido, accompagnato da un progressivo deterioramento delle
condizioni generali. Sono possibili diffusioni del tumore ad altre sedi
(metastasi) per il passaggio delle cellule tumorali nel circolo ematico o
linfatico.
La sopravvivenza è in genere inferiore a un anno dalla scoperta del tumore, e
specialmente in soggetti giovani può limitarsi a soli sei mesi. A oggi non sono
state individuate terapie efficaci.
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ASBESTOSI
È una malattia respiratoria
cronica legata alle proprietà delle fibre di asbesto di provocare una
cicatrizzazione (fibrosi) del tessuto polmonare; ne conseguono irrigidimento e
perdita della capacità funzionale. Le fibre di asbesto penetrano con l'aria
attraverso la bocca ed il naso, procedendo poi lungo la faringe, la laringe, la
trachea e i bronchi fino ad arrivare agli alveoli polmonari. Qui l'aria giunge a
stretto contatto con il sangue e, attraverso una sottilissima membrana, cede
ossigeno e assorbe anidride carbonica. La superficie totale di scambio è molto
estesa e può essere alterata dall'inalazione di polveri non inerti, fra cui la
silice e l'asbesto.
Le vie respiratorie possono ostacolare la penetrazione di particelle che abbiano
un diametro maggiore di cinque millesimi di millimetro, in quanto sono dotate di
ciglia sottilissime e capaci di una continua produzione di muco: le particelle
vengono così bloccate e poi, con movimenti regolari o con colpi di tosse,
espulse.
Molti studi hanno dimostrato che la pericolosità delle fibre di asbesto è legata
al diametro molto piccolo e a una lunghezza superiore a cinque millesimi di
millimetro. È stato dimostrato che una parte dell'asbesto che viene respirato
non riesce ad essere espulsa e resta negli alveoli dove provoca una irritazione
(alveolite): sembra che questo sia il primo passo per l'instaurarsi di lesioni
cicatriziali e quindi di una vera e propria
asbestosi. La quantità di asbesto
che resta intrappolata nei polmoni è legata alla quantità totale di asbesto
inalato, e dunque all'intensità e alla durata dell'esposizione: l'asbestosi è
pertanto una malattia in cui esiste una stretta relazione fra "dose" di asbesto
inalata e "risposta" dell'organismo, quindi tipica di una esposizione
professionale.
La crocidolite ha una
pericolosità maggiore degli altri tipi di asbesto, forse per la maggiore
rigidità delle sue fibre e dunque per motivi aerodinamici, o forse per le sue
caratteristiche ultramicroscopiche, essendo ogni fibra costituita da un
elevatissimo numero di microfibrille. I sintomi dell'asbestosi sono simili a
quelli delle altre malattie respiratorie croniche: l'affanno, prima da sforzo e
poi anche a riposo, la tosse, che spesso è di tipo secco, la debolezza dovuta
alla riduzione della quantità di ossigeno che dagli alveoli passa al sangue.
La diagnosi si basa
innanzitutto sui sintomi riferiti dal lavoratore, sull'auscultazione del torace,
che può mettere in evidenza rumori patologici alle basi polmonari, sugli
accertamenti radiografici, che possono mostrare la presenza di opacità
irregolari, e sulle prove di funzionalità respiratoria, con cui si rileva un
deficit di tipo restrittivo.
La malattia insorge dopo un
periodo di latenza di molti anni e inizia in modo graduale. Il decorso della
malattia è molto variabile e, in tempi più o meno lunghi, porta ad un
aggravamento dei disturbi respiratori, accompagnato da un ingrandimento e da una
maggiore diffusione delle opacità radiologiche, e da un progressivo aumento del
deficit funzionale. Nel corso degli anni si può giungere a quadri di
insufficienza respiratoria gravissime e infine mortali. La malattia può inoltre
essere complicata da infezioni, da germi comuni o tubercolari; inoltre in
polmoni asbestotici, è più facile l'insorgenza anche di tumori polmonari e
mesoteliomi pleurici.
Non esiste una terapia
specifica per l'asbestosi e non è possibile pertanto una guarigione delle
lesioni polmonari: la terapia è essenzialmente mirata a ostacolare le
complicanze infettive e a migliorare, nei limiti del possibile, le capacità
respiratorie.
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