Regolamento recante
modalità e termini per la presentazione delle domande di finanziamento a valere
sul fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto, previsto
dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, concernente norme relative alla cessazione
dell'impiego dell'amianto.
Il Ministro dell'Industria del Commercio e dell'Artigianato
ADOTTA
il seguente regolamento:
Art. 1 - Ambito di applicazione
1. Possono accedere al Fondo speciale per la riconversione delle produzioni di
amianto di cui all'art. 14, comma 3, della legge 27 marzo 1992, n. 257, le
imprese industriali che, impiegando fibre di amianto come materia prima, sono
impegnate in programmi di riconversione della loro attività produttiva:
a) nello stesso settore merceologico utilizzando materiali sostitutivi ovvero
alternativi dell'amianto;
b) in altri settori merceologici, previa cessazione della precedente attività
lavorativa e reimpiego della manodopera.
2. Possono concorrere alla concessione dei contributi del fondo le imprese che
alla data del 31 dicembre 1992 risultano in attività e non sono sottoposte alla
stessa data a procedure concorsuali.
3. Sono escluse dai benefici del fondo:
- quelle imprese i cui programmi di riconversione hanno determinato l'iscrizione
nel libro dei cespiti degli investimenti effettuati in data precedente
all'entrata in vigore della legge n. 257/1992;
- quelle imprese che, utilizzando nella loro attività prodotti a base di
amianto, hanno come unico onere quello della sostituzione di tali prodotti.
Art. 2 - Presentazione della domanda
1. Le domande per la concessione dei contributi di cui all'art. 1, devono essere
presentate, dalle imprese interessate, al Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato - Direzione generale produzione industriale -
Divisione XI, entro centocinquanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del presente decreto.(1)
2. La data di presentazione della domanda quella apposta dall'ufficio postale di
partenza.
3. Le domande devono essere presentate in duplice copia, di cui una in carta
legale, secondo il modello riportato nell'allegato A, corredate della
documentazione indicata nell'allegato B, anch'essa in duplice copia.
4. Le domande devono essere firmate dal legale rappresentante del soggetto
richiedente il contributo.
5. Ogni domanda deve essere inoltre, corredata dalle seguenti informazioni che
si considerano vincolanti:
a) dall'indicazione della data di inizio e fine lavori;
b) dal progetto dell'iniziativa proposta;
c) da una relazione tecnico- economica che deve contenere tutti gli elementi che
illustrano le finalità dell'iniziativa e ne consentono la valutazione.
6. Se si rileva l'incompletezza della documentazione allegata, il Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato si riserva di richiedere
integrazioni alla documentazione presentata.
7. I costi imputabili all'iniziativa devono essere relativi a spese strettamente
connesse al raggiungimento degli obiettivi di cui all'art. 14, comma 5, della
legge 257/1992.
8. Sono imputabili i costi, al netto di IVA, relativi ad:
a) acquisto di nuovi macchinari degli impianti e delle nuove attrezzature
relative alla realizzazione dell'iniziativa comprese delle relative spese di
trasporto, montaggio e assemblaggio;
b) opere edili strettamente connesse e dimensionate, anche dal punto di vista
funzionale, ai macchinari, agli impianti e alle attrezzature di cui al punto
precedente ed esclusivamente dedicate a questi ultimi;
c) ampliamenti ovvero ristrutturazione dei servizi di stabilimento
funzionalmente legati alla riconversione del processo produttivo;
d) progettazione e direzione lavori, nel limite massimo del 10%;
e) scorte, forfettarie, ammissibili nel limite del 40% del costo
dell'investimento effettuato.
9. Non sono imputabili i costi relativi a revisione prezzi , ad imprevisti, ed a
spese generali.
10. Nell'ipotesi di riconversione in altro settore merceologico, così come
descritto alla lettera b) dell'art. 1, si deve impegnare ad operare nel nuovo
settore merceologico senza soluzione di continuità rispetto al precedente.
11. In tale ipotesi, il Ministero dell'industria , del commercio e
dell'artigianato riconosce il minore costo, tra i due presi A confronto,
relativamente a:
a) il costo medio di riconversione proprio del settore di provenienza;
b) il costo di riconversione del nuovo settore.
Art. 3 - Valutazione delle domande
1. La valutazione delle domande di contributo svolta dal Ministero
dell'Industria, del commercio e dell'artigianato, alla scadenza della data di
presentazione delle domande.
2. Fermo restando quanto disposto dall'art. 2, comma 1, lettera h), del decreto
del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 373, si applicano i criteri
di priorità di cui alla delibera del Comitato interministeriale per il
coordinamento della politica industriale (CIPI) del 28 dicembre 1993, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale del 30 marzo 1994.
3. Tutte le domande valutate positivamente ai fini della concessione dei
contributi, sono ordinate secondo le priorità di cui al comma 2.
4. Il singolo contributo concesso quando interamente rientrante nei fondi
disponibili fino ad esaurimento.
5. Nel caso in cui l'importo globale dei contributi supera la disponibilità del
Fondo sono escluse quelle imprese i cui programmi non rientrano nelle priorità
di cui ai commi precedenti del presente articolo.
6. Nel caso in cui tutte le imprese realizzano programmi con le caratteristiche
di cui ai commi precedenti e l'ammontare dei contributi supera la disponibilità
del Fondo, il Ministero dell'industria del commercio e dell'artigianato
diminuisce il contributi in misura percentuale fino alla concorrenza dei 50
miliardi del Fondo.
Art. 4 - Concessione del contributo
1. I contributi sono concessi con decreto del Ministero dell'industria del
commercio e dell'artigianato.
2. L'importo del contributo pari al 15% del costo totale dell'investimento
sostenuto, documentato e riconosciuto congruo dal Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato.
3. Per le imprese operanti nelle regioni italiane rientranti nell'obiettivo 1
del regolamento CEE n. 2052/88, come modificato dal regolamento CEE n. 2081/93,
nei territori italiani colpiti da fenomeni di declino industriale obiettivo 2 e
in quelli interessati da azioni comunitarie di sviluppo di cui al regolamento
CEE, l'importo del contributo pari al 30% del costo totale dell'investimento,
sostenuto, documentato e riconosciuto congruo dal Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato.
4. Il contributo, ai sensi dell'art. 14, comma 7, della legge 27 marzo 1992, n.
257, elevato di un ulteriore 10% se l'impresa, nell'ambito del processo di
riconversione, non fa ricorso alla cassa integrazione guadagni.
5. I benefici del Fondo di cui all'art. 1 del presente decreto nelle zone
obiettivo 1 del regolamento CEE n. 2052/88, come modificato dal regolamento CEE
numero 2081/93, sono cumulabili con altri benefici previsti da altre leggi
comunitarie, nazionali o regionali.
6. La cumulabilità degli interventi non può , comunque, superare il 65%
dell'investimento effettuato.
7. Ai sensi dell'art. 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i contributi sono
concessi, previa verifica della attinenza e della congruità degli investimenti
in relazione ai programmi di riconversione di cui all'art. 1, secondo le
priorità indicate all'art. 3, con provvedimento motivato.
Art. 5 - Erogazione del contributo
Il contributo concesso viene erogato in una unica soluzione a seguito della
verifica di cui all'art. 6
Art. 6 - Verifiche
1. Il Ministero dell'Industria, del commercio e dell'artigianato, dispone
verifiche ed accertamenti circa l'effettiva e completa realizzazione degli
impianti oggetto delle agevolazioni.
2. L'accertamento ministeriale previsto dal precedente comma, disposto per ogni
singola iniziativa, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, su proposta del direttore generale della produzione
industriale, ed eseguito da una Commissione, nominata con lo stesso decreto,
composta da due membri, di cui uno con funzioni di presidente, scelto fra i
dirigenti in servizio presso la Direzione generale della produzione industriale,
e l'altro, munito di adeguata laurea ad indirizzo tecnico, scelto fra i
funzionari in servizio presso la stessa direzione generale.
3. Gli emolumenti per i membri della commissione sono calcolati sulla base delle
tariffe riportate nel decreto del Ministro dell'industria del 27 marzo 1984, con
relativi oneri a carico delle imprese beneficiarie del contributo.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. E fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Il Ministro: CLO
ALLEGATO A
(da redigere in carta da bollo)
Spettabile Ministro dell'Industria,
del commercio e dell'artigianato -
Direzione generale produzione industriale -
Divisione XI - Via Molise - 00187 Roma
La . . . . . . . . . . . . . . ...
(ragione sociale, veste giuridica,
sede legale ed amministrativa della richiedente, codice fiscale o partita IVA),
intende realizzare presso i propri insediamenti industriali di . . . . . .
. . . .....
(luogo dove si svolgerà il programma), il programma di riconversione produttiva:
a) nello stesso settore merceologico, che prevede la dismissione dell'amianto e
il reimpiego della manodopera;
b) in altro settore merceologico (indicare quale . . . . . . . . . . ......)
previa cessazione della precedente attività lavorativa.
della prevista durata di . . . . . . . . . . . . ...,
chiede l'intervento
del fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto ai sensi
della normativa vigente a fronte di una spesa totale preventiva di lire .
. . . . . ...
Per quello che concerne eventuali rapporti con l'esecuzione del programma ,
richiesti a qualunque titolo ed altri organi pubblici, vi precisiamo che .
. . . . . . .....
(elencare finanziamenti gi richiesti e/o ottenuti).
Alla presente domanda si uniscono i seguenti elementi:
a) notizie sull'azienda;
b) descrizione del programma;
c) documentazione da allegare alla domanda.
Le persone con le quali codesto Ministero potrà prendere contatto per ulteriori
delucidazioni sono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...
(nome, qualifiche, recapiti ed indirizzi telefonici).
Firma . . . . . .....
_____________________________________
ALLEGATO B
(da redigersi su carta intestata)
A) NOTIZIE SULL'IMPRESA
- ragione sociale e veste giuridica;
- sede legale;
- stabilimenti di produzione (ubicazione, superficie coperta, natura dei
prodotti);
- capitale fisso (immobilizzazioni tecniche al netto dei relativi ammortamenti e
delle rivalutazioni per conguaglio monetario rilevato all'ultimo bilancio
approvato);
- capitale sociale e sua ripartizione;
- personale in forza negli ultimi tre esercizi ed alla data di presentazione
della domanda suddiviso in: laureati, diplomati, operai e categorie speciali);
- ricorsi alla cassa integrazioni guadagni negli ultimi tre esercizi ed alla
data di presentazione della domanda;
- vendite in quantità e valore negli ultimi due esercizi ed in quello in corso;
indicare la quota export per ognuno dei suindicati esercizi;
- ramo di attività , specificare in base a codice ISTAT (principali attività
produttive dell'impresa, licenze, accordi tecnici e commerciali);
- investimenti effettuati negli ultimi tre esercizi;
- situazione patrimoniale e conti economici riclassificati relativi agli ultimi
due esercizi;
- notizie di settore (dimensioni del mercato sia italiano sia estero, elenco dei
principali concorrenti sia in Italia sia all'estero, stime percentuali di
penetrazione dell'impresa, previsione di andamento del mercato con stime della
posizione che l'impresa prevede di detenere).
B) Descrizione del programma di riconversione (descrivere in dettaglio sia la
tecnologia utilizzata prima e sia quella utilizzata con l'introduzione del
programma di riconversione dell'attività produttiva);
- attività del programma (elencare le principali attività tramite le quali si
prevede di raggiungere gli obiettivi finali descritti al punto precedente);
- data esatta di inizio e fine programma;
- luogo di svolgimento del programma;
- schema di flusso del processo;
- caratteristiche chimico- fisiche, sanitarie- ambientali delle materie prime
utilizzate;
- progetto esecutivo dell'iniziativa proposta con allegati schemi meccanici,
strumentali (P. & I.), analisi dei costi; dati relativi alla produzione (tipo di
prodotto, destinazione del prodotto, produzione annuale massima), bilanci di
massa in ingresso e in uscita, bilanci di energia, relazioni che illustrino le
caratteristiche tecniche/funzionali e le caratteristiche tecniche/economiche
dell'impianto, ed ogni altro elemento ritenuto utile ai fini della completa
valutazione dell'impianto;
- caratteristiche fisiche e meccaniche del prodotto finito;
- relazione sulla durata ed inalterabilità nel tempo nel prodotto finito;
- relazione sull'incremento della produttività per addetto;
- utilizzazione di tecnologie sviluppate con attività autonome di ricerca e
sviluppo;
- costo totale di realizzazione dell'iniziativa;
- copertura finanziaria per la realizzazione dell'iniziativa;
- dettaglio del costo di realizzazione dell'iniziativa suddiviso in parte svolta
e parte da svolgere alla data di presentazione della domanda.
C) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DOMANDA (tutta la documentazione che segue
deve essere prodotta in originale e in copia).
In caso di dichiarazione a firma del legale rappresentante, questi può essere
sostituito da un suo speciale procuratore.
- certificato rilasciato dalla competente Prefettura ai sensi della legge 19
marzo 1990, n. 55 concernente Nuove disposizioni per la prevenzione della
delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di
pericolosità sociale, in data non anteriore a tre mesi precedenti;
- certificato di iscrizione dell'impresa alla Camera di commercio, industria e
artigianato di date non anteriori a tre mesi precedenti;
- certificato previdenziale attestante il settore di inquadramento dell'impresa;
- bilanci relativi agli ultimi tre esercizi precedenti la data di presentazione
della domanda, completi di tutti gli allegati;
- dichiarazione del proponente dalla quale risulti lo stato attuale
dell'iniziativa;
- dichiarazione del proponente dalla quale risulti la data esatta di inizio e
fine lavori;
- dichiarazione sostitutiva dalla quale risulti che l'impresa in possesso, per
l'iniziativa proposta, di tutte le autorizzazioni di legge, ovvero, sono state
presentate le istanze in, ordine alle autorizzazioni stesse;
- certificato del competente Tribunale (in data non anteriore a tre mesi
precedenti) attestante che a carico dell'impresa non figurano in corso procedure
di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa,
di amministrazione controllata e che la società stessa non risulti sciolta;
- dichiarazione del legale rappresentante dell'impresa da cui risulti che non
sia stata deliberata la messa in liquidazione della società medesima ne sia
stata avanzata istanza;
- dichiarazione del proponente dalla quale risulti la forma di accredito del
contributo (numero del conto corrente bancario e relativo istituto di credito,
ovvero altre forme di accredito previste dalla natura giuridica dei soggetti
beneficiari).
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Il
fibrocemento, una volta
detto anche cemento-amianto o, dal nome del maggiore produttore, Eternit, è una
mistura di cemento e fibre con un'elevata
resistenza alla trazione.
In origine le fibre utilizzate erano di amianto. Si è in seguito dimostrato che
l'amianto è un materiale cancerogeno. Le polveri di amianto infatti, se inalate,
possono provocare l'asbestosi, alla quale potrebbero associarsi tumori delle
pleure, ovvero il mesotelioma della pleura, e dei bronchi, in caso di
esposizioni prolungate.
Con la Legge 27 marzo 1992, n. 257 sono state vietate in Italia l'estrazione,
l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di
amianto o di prodotti contenenti amianto.
Le principali società italiane produttrici di fibrocemento con amianto sono
state:
l'Eternit, negli
stabilimenti di Casale Monferrato (principale), Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli
e Priolo Gargallo.
la Società Italiana
Amianto, nello stabilimento di Grugliasco.
la Fibronit, negli
stabilimenti di Broni e di Bari.
Silicato
fibroso derivante da trasformazione metamorfica di serpentino o anfiboli.
Asbesto : dal greco asbestos “ inestinguibile” .
I due termini sono sinonimi e vengono usati indifferentemente
per indicare un gruppo di minerali che si presentano sotto forma di fibre
incombustibili suscettibili di tessitura.
La composizione chimica è prevalentemente quella di un
silicato idrato di magnesio a struttura microcristallina e di aspetto fibroso.
“ I minerali che si trovano in natura sono divisi, in
funzione della loro struttura cristallina, in due gruppi:
Dai primi si ottiene il tipo di
amianto conosciuto come
crisotilo, o amianto bianco, che si trova nelle rocce sotto forma di aggregati
fibrosi anche della lunghezza di due, tre metri.
Dagli
anfiboli si ottengono altri cinque tipi di
amianto denominati: amosite,
crocidolite o amianto blu, antofillite, tremolite e actinolite.
Di questo gruppo hanno interesse commerciale solo la
crocidolite e la amosite. Oltre il 93% dell’asbesto usato commercialmente è,
tuttavia, rappresentato dal crisotilo, materiale reperibile abbondantemente ed a
basso costo, dalle ottime caratteristiche di flessibilità, lunghezza, struttura
e resistenza alla tensione ed al calore.
Quella che viene considerata come una fibra di
amianto in
realtà è costituita da un agglomerato di migliaia di fibre che, sottoposto a
sollecitazioni, può scomporsi e rilasciare fibre singole.
Tale peculiarità se da un lato impartisce le caratteristiche
tipiche dell’amianto, dall’altro lo rende pericoloso perché sono proprio le
singole fibre rilasciate, responsabili delle patologie conosciute.
L’enorme diffusione dell’amianto che si è avuta nel passato è
dovuta, oltre alle ottime caratteristiche fisiche quali elevata resistenza alla
fusione, flessibilità, incombustibilità, resistenza all’usura, al grado di
isolamento termico ed elettrico, e ad un’altrettanta resistenza agli agenti
chimici e microbiologici.”
Alcune caratteristiche peculiari dell’amianto sembra siano
note fin dall’antichità, tuttavia l’utilizzo su larga scala di questo materiale
inizia con la fine del secolo scorso.
L’amianto si ottiene, per scopi industriali, dalla
macinazione di una particolare roccia dalla quale le fibre devono essere
asportate. Per avere un’idea delle dimensioni di una fibra d’amianto basti
pensare che : “ in un centimetro lineare si possono disporre fianco a fianco 250
capelli, oppure 500 fibre di lana, oppure 1300 di nylon, oppure 335.000 fibrille
di amianto. “
Le proprietà dell’amianto sopra ricordate hanno fatto si che
“ dal 1880, data in cui ebbe inizio l’estrazione per fini industriali, ad oggi,
la produzione di amianto ha avuto un incremento vertiginoso: da poche centinaia
di tonnellate ad oltre cinque milioni di tonnellate l’anno.”
In tutto il mondo l’incremento dell’estrazione e dell’impiego
dell’amianto segue una crescita esponenziale che si interrompe solo dopo la metà
degli anni ’70 , segnando una graduale riduzione a partire dagli anni ’80.
In Italia nel 1973 i consumi di amianto nei diversi settori
industriali ammontavano a 139.000 tonnellate, nel 1978 a 165.000 tonnellate, nel
1983 a 112.600 tonnellate.
“Un primato nella diffusione dell’amianto spetta anche
all’Italia dove, nella seconda metà dell’Ottocento, una gentildonna lombarda,
Candida Medina Coeli Lena Ferpenti di Gordona Val Chiavenna, si adoperò per
valorizzare le cave della Val Malenco di sua proprietà.
L’ Italia presentò alcuni campioni del minerale alla
Esposizione Universale di Parigi del 1878. Il mercato mondiale per una decina d’
anni fu mantenuto dagli esportatori italiani, fino a quando, sul finire del
secolo, non vennero scoperti e valorizzati giacimenti ben più ampi di quelli
italiani e ricchi di materiale più pregiato, in Canada, Rhodesia, Australia e
Russia. “
Il Canada, con il 22% della produzione totale d’amianto è il
secondo maggior produttore di crisotilo nel mondo, dopo la Russia, ed il leader
mondiale nell’ esportazione. Tutte le miniere canadesi sono situate nel Quebec.
Nel 1995 la Russia ha prodotto circa 700.000 tonn. di amianto, il Canada circa 510.000 tonn., la Cina 250.000 e il Brasile 180.000
tonnellate.
La maggioranza delle oltre 500.000 tonnellate d’amianto prodotte
annualmente in Quebec vengono ora destinate soprattutto verso i paesi del terzo
mondo, come si avrà modo di specificare in seguito.
I grandi interessi economici che muovono le compagnie
amiantifere canadesi si riflettono nella instancabile attività dell’ “ Asbestos
Institute “ , organismo “ scientifico” di studio e promozione dell’ amianto
finanziato dalle industrie canadesi, nel sostenere l’ innocuità di un “ corretto
utilizzo” dell’amianto crisotilo.
Per le sue caratteristiche l’amianto ha trovato applicazione
in ben 3.000 diversi prodotti e manufatti industriali: dai tubi per acquedotti
agli impianti antincendio, grazie alle proprietà di resistenza agli agenti
chimici e microbiologici e alle proprietà di isolamento termico e di ininfiammabilità del materiale, così come nel campo dell’ isolamento elettrico e
nel settore edile per le sue proprietà di materiale isolante ed insonorizzante.
( Famoso è l’Eternit, nome commerciale di un prodotto industriale praticamente
ubiquitario ottenuto miscelando in presenza di acqua, cemento ed
amianto in
proporzione di circa 6 a 1 ). E poi
guarnizioni,
freni,
frizioni,
tute,
vernici etc…
Ma è “ proprio nelle attività di costruzione, manutenzione e
demolizione navale che esso ha trovato largo impiego a partire dagli anni
successivi al 1910, ossia allorchè fu indirizzato come materiale isolante degli
apparati motore delle navi a vapore.
Il suo diffondersi fu incentivato anche dall’ obbligatorietà
, imposta dai Registri Navali di diversi paesi, dell’ uso di coibenti
rispondenti a determinati standard (
incombustibilità,
resistenza al calore).
In tal modo era possibile creare, all’ interno delle navi,
settori facilmente isolabili in caso di incendio, mediante apposite paratie
tagliafuoco; inoltre si raggiungevano altri scopi quali l’ isolamento termico ed
acustico delle sale macchine e dei relativi impianti termici. “
Per quanto riguarda i materiali sostitutivi fibrosi di
sintesi, che a partire dalla fine degli anni ’ 70 hanno cominciato ad essere
impiegati in alternativa all’amianto, essi sono globalmente indicati come MMMF
( Man Made Mineral Fibres) e rappresentati dalle fibre di vetro, dalla lana di
roccia e fibre di ceramica.
Senza voler entrare approfonditamente sull’argomento delle
fibre artificiali sostitutive dell’amianto, ci si limita qui a ricordare che la
maggior parte dei sostituti individuati sono a base di fibre minerali di cui non
è assolutamente provata l’innocuità , anzi alcuni studi ne avrebbero confermato
la cancerogenicità.
Le conoscenze sugli effetti cancerogeni delle fibre
artificiali sono relativamente recenti. Le prime ricerche risalgono infatti alla
fine degli anni ’ 70.
L’ evoluzione degli studi scientifici e le raccomandazioni
della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS), sembrano orientarsi
verso un monitoraggio sistematico ed una grande attenzione, soprattutto nei
riguardi delle fibre di dimensioni inferiori ai 5 micron in grado di
raggiungere, se inalate, i tratti più periferici dell’alberatura bronchiale .
In natura è un materiale molto
comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto
come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la
sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti
Paesi. Le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l'asbestosi, nonché
tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il
carcinoma polmonare.
Una
fibra di
amianto è 1300
volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di
sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia
pericolosa: teoricamente l'inalazione anche di una sola fibra può causare il
mesotelioma ed altre patologie mortali, tuttavia un'esposizione prolungata nel
tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di
contrarle.
L'amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per produrre la miscela
cemento-amianto (il cui nome commerciale era
Eternit) per la coibentazione di
edifici, tetti, navi , treni; come
materiale per l'edilizia (tegole,
pavimenti,
tubazioni,
vernici,
canne fumarie),
nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma
anche per la fabbricazione di corde,
plastica e
cartoni. Inoltre, la polvere di
amianto è stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei
vini.
La prima nazione al mondo a riconoscere la natura cancerogena dell'amianto e a
prevedere un risarcimento per i lavoratori danneggiati fu la Germania nazista
nel 1943 a seguito di pionieristici studi medici, anche questi primi nel mondo,
che dimostrarono il rapporto diretto tra utilizzo di amianto e tumori.
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- vendita di prodotti ed accessori per la pesca sportiva;
- abbigliamento tecnico per la caccia;
- esche vive (koreano-americano-bigattino);
- cartucce e munizioni.
L'azienda Artera Srl offre soluzioni di hosting dedicato che consentono elevati livelli di sicurezza e funzionalità grazie alla possibilità di configurare la macchina secondo le proprie esatte necessità. Al servizio è possibile aggiungere svariati altri pacchetti che si possono scoprire nel dettaglio tramite il sito aziendale
Piscine Civetta è a Formello a due passi da Roma e da Viterbo, nasce nel 1987 ed è ad oggi leader nella costruzione di Piscine sia interrate sia fuoriterra. L'esperienza maturata in questi anni ci permette di accogliere e portare a termine qualsiasi richiesta di progettazione da parte dei nostri clienti.
Il lago di garda è il più grande e bello d'Italia, in estate il turismo nazionale e internazionale affolla i nostri hotel e Agriturismi, italiani, tedeschi, olandesi, europei di ogni genere
Questo sito è stato realizzato per presentare diversi alberghi di Riccione, offrendo agli utenti la possibilità di visionare le offerte ed i lastminute del momento per scegliere adeguatamente l'hotel di Riccione dove soggiornare
Il sito propone molteplici Hotel di Rimini che propongono ottimi pacchetti vacanza, ideali per visitare il centro storico o partecipare alle mostre di Rimini.
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La "Reldauto" vende auto plurimarche nuove e usate nasce nel 1992, offre agevolazioni ai clienti per ogni tipo d'esigenza pre e post vendita. La Reldauto è leader nel settore automobilistico campano.
Eco-gom è una realtà di rilievo nel mondo dello stampaggio della gomma, particolarmente specializzata nella produzione di articoli con attacco gomma-metallo.
Ecogom produce guarnizioni per il settore automotive (o-rings, paraoli guida valvole, guarnizioni testa. . . ) per il settore petrolchimico e per pompe del gas.
Casa della piastrella offre in vendita tutti i prodotti per l'arredo bagno, a pochi chilometri da Torino; vendita di piastrelle, sanitari, bagni, box doccia, rivestimenti e molto altro.
Operanti dal 2008 vendiamo OnLine prodotti come Elettrodomestici, Computer, Televisori, Telefonia fissa e mobile, Soluzioni per stampe professionali e/o per casa. Eccellente il nostro servizio cliente, capace di agevolarti nelle giuste scelte in una offerta di oltre 70000 prodotti, a prezzi molto concorrenziali e paghi come desideri.
CAPEMODA Come laboratorio di confezione capispalla donna è in grado di offrire a stilisti, brand nel settore fashion tutto il supporto per portare a termine l'intera produzione della collezione partendo dal figurino. 20 anni di esperienza e professionalità fanno di Capemoda un valido partner. capemoda@libero. it Sig. Simonetta
Il residence Menabrea di Torino è un residence adatto a tutte le tipologie di visitatori e confortevole, dista soli due chilometri dal centro città, situtato in zona Lingotto. Gli appartamenti del residence sono moderni, disponibili sia ampi monolocali e bilocali in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.
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La Taberna Braceria presenta alcuni dei vini che si sono aggiunti a quelli disponibili nella carta dei vini del locale. I vini e spumanti in oggetto sono rinomati per le loro qualità, gusti e sapori.
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