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BONIFICA AMIANTO

EVOLUZIONE NORMATIVA E TECNICA PER LA BONIFICA E SMALTIMENTO DEL CEMENTO-AMIANTO

di Luca D'Alessandris   - Consulente problematiche ambientali - RIFIUTI -

aderente alla Lega Italiana Consulenti Ambientali (LICA)

REQUISITI DI PERICOLOSITA' DEI MATERIALI E RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO E DEL CEMENTO-AMIANTO

La pericolosità dei materiali contenenti amianto, dipende dall'eventuale rilascio di fibre nell'ambiente, l'inalazione delle fibre stesse provoca malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma).

Il rischio aumenta con l'aumentare della friabilità del materiale contenente amianto, infatti i materiali friabili possono liberare le fibre spontaneamente, ad esempio a causa di infiltrazioni di acqua, correnti d'aria (forti venti), vibrazioni dei materiali che lo contengono.

I materiali ancora compatti o poco friabili possono liberare le fibre di amianto sole se danneggiati, resi pulverolenti facendo uso di attrezzi quali: trapani, smerigliatrici, lime ecc.

METODOLOGIA DI CAMPIONAMENTO

Per valutare la quantità di fibre aerodisperse si deve fare ricorso a:

  • Preliminare valutazione visiva delle condizioni generali di friabilità dei materiali contenenti amianto

  • Misurazione della concentrazione di fibre aerodisperse mediante idonei strumenti quale lo spettrofotometro (Perkin Elmer Paragon 500 ), capace di rilevare l'indice di rilascio (I.R.), posizionandolo per diverse ore del giorno in diversi punti dell'ambiente

  • Rilievo fotografico a colori del materiali e dell'intera ubicazione

  • Prelievo di campioni con diverse caratteristiche di friabilità o compattezza

  • Riparazione del punto ove si è provveduto al prelievo dei campioni, con sigillanti o incapsulanti

  • Compilazione della scheda tecnica di prelievo contenenti tutte le notizie utili per l'esatta valutazione.

Durante il prelievo dei campioni o il rilievo spettrofonometrico, è necessario dotarsi di tutti i dispositivi di sicurezza previsti per la rimozione: maschera tipo P3, guanti a polsino chiuso, tuta Tyvek usa e getta) ed attrezzatura - impiantistica (docce- spogliatoio).

LA RIMOZIONE DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO (di seguito MCA)

La scelta del tipo di bonifica da effettuare è complessa ed è legata principalmente allo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto (MCA).

La rimozione ha il vantaggio di eliminare ogni rischio futuro di contaminazione, sostituendo i MCA con materiali di nuova concezione non contenenti amianto;

Si corre però il rischio di contaminare l'ambiente di fibre aerodisperse, di sottoporre gli addetti alla rimozione al rischio di contaminazione se non vengono rispettate le norme di sicurezza.

Per rimuovere i MCA è necessario rispettare le disposizioni legislative e regolamentari che si sono susseguiti negli anni.

Gli adempimenti riguardano il produttore (in principal modo), il trasportatore, e lo smaltitore.

Il produttore deve effettuare:

  • Rilievo spettrofotometrico

  • certificato di analisi chimico-fisiche del MCA,

  • compilazione del registro di carico e scarico,

  • scelta della ditta specializzata alla rimozione, del trasportatore ed impianto autorizzato allo smaltimento,

  • compilazione del piano di lavoro da presentare alla ASL per la preventiva autorizzazione (da rilasciare entro i 90 gg. dalla presentazione).

(La discarica rilascerà l'attestazione di avvenuto smaltimento, che il produttore consegnerà alla ASL che ha autorizzato la rimozione).

Per la rimozione dei MCA è necessario attenersi a quanto previsto dal piano di lavoro autorizzato dalla ASL, le tecniche (All. al DM 6/9/94) prevedono il rispetto alla salute degli addetti ai lavori dell'ambiente circostante:

  • Deve essere realizzata una idonea recinzione per l'isolamento dell'area nella quale viene effettuata la bonifica

  • La zona deve essere sgombrata di qualsiasi mobile, attrezzatura, impianto mobile, gli impianti che non possono essere spostati devono essere adeguatamente coperti con fogli di plastica

  • Deve essere disattivato e protetto qualsiasi impianto di aspirazione, ventilazione, riscaldamento.

  • La pavimentazione e le pareti dovranno essere coperti con più fogli di polietilene uniti tra di loro.

  • Deve essere predisposta una uscita di sicurezza, realizzata in modo tale da non compromettere l'isolamento dell'area di rimozione.

  • Deve essere realizzato un impianto di illuminazione (se necessario) di tipo stagno che successivamente verrà smaltito quale rifiuto contaminato da amianto.

  • Deve essere realizzato un sistema di aspirazione nella zona di rimozione dei MCA, con filtri di contenimento delle fibre aerodisperse, inoltre deve mettere sotto pressione l'area stessa onde evitare che si verifichino flussi d'aria dall'esterno all'interno; tale impianto deve restare in funzione 24 ore su 24.

  • Dovrà essere approntato un sistema di decontaminazione del personale composto da 4 zone: Locale di equipaggiamento, locale doccia, chiusa d'aria, spogliatoio incontaminato.

  • Collaudo degli impianti sopra descritti.

  • Informare il personale del lavoro da eseguire con tutti i rischi connessi, consegnando loro anche copia del piano di lavoro autorizzato dalla ASL.

  • Dotare il personale addetto dell'equipaggiamento di protezione previsto (maschere, tute, guanti).

  • Rispettare le procedure di movimentazione dei MCA previste dalle norme tecniche.

  • Bagnare il MCA con acqua (a bassa pressione) o con sigillanti a spruzzo (l'acqua di risulta deve essere smaltita presso idoneo impianto di trattamento).

  • Inizio della rimozione con attrezzi manuali che non compromettano la solidità delle superfici, evitando così di produrre fibre aerodisperse nell'ambiente di lavoro; si inizia con la rimozione grossolana dei MCA e successivamente con la rimozione dei materiali residui più friabili, applicando ulteriore materiale sigillante a spruzzo.

  • Imballaggio dei MCA effettuato con accorgimenti atti alla riduzione di pericolo di rotture accidentali durante la movimentazione ed il trasporto; il materiale deve essere contenuto in doppio imballaggio, il primo deve essere un sacco di adeguato spessore, il secondo un contenitore rigido o altro sacco, ogni sacco non deve eccedere i 30 kg di peso, e non deve essere riempito oltre i 2/3.

    L'aria in eccesso dovrebbe essere aspirata ed i sacchi sigillati con termosaldatura; i contenitori devono essere etichettati; il secondo sacco o altro contenitore non deve mai essere introdotto nell'area di rimozione  ma solo nell'area incontaminata, onde evitare la contaminazione esterna delle pareti.

    RIVESTIMENTI INCAPSULANTI PER M.C.A.

    L'incapsulamento rispetto alla rimozione comporta un minor rischio per i lavoratori addetti e per l'inquinamento di fibre aerodisperse nell'ambiente, inoltre richiede tempi e costi più contenuti rispetto alla rimozione, i MCA non devono essere sostituiti ma vengono bonificati attraverso sostanze impregnanti, è questo l'unico svantaggio, ovvero, la permanenza dei MCA nell'edificio. Deve essere programmata una verifica dello strato di protezione (incapsulante) negli anni, e se necessario, a causa di alterazione o danneggiamento deve essere ripetuta l'applicazione del prodotto incapsulante.

    Con il Decreto Ministeriale 20 Agosto 1999, vengono stabilite una serie di procedure da attuare per il rivestimento incapsulante dei MCA, vengono fissate delle procedure preliminari, i requisiti minimi dei rivestimenti incapsulanti, e gli adempimenti in conformità a quanto già fissato dal Decreto ministeriale 6 settembre 1994.

    Come definito dal decreto in esame, i prodotti incapsulanti possono essere 1) penetranti - 2) ricoprenti; per ciclo incapsulante si intende la sequenza di operazioni finalizzate alla realizzazione di in rivestimento incapsulante.

    E' necessario (nella fase preliminare) valutare lo stato di conservazione del manufatto contenente amianto, per meglio scegliere il prodotto da applicare, se sono presenti delle parti friabili è necessario applicare dei prodotti impregnati (penetrando lega le fibre di amianto tra di loro e con la matrice cementizia), se invece il manufatto si presenta solido o poco friabile è sufficiente applicare un prodotto ricoprente, che forma una spessa membrana sulla superficie del manufatto.

    Durante la predisposizione del manufatto al rivestimento incapsulante, è necessario evitare (attraverso abrasioni, tagli ecc.) la dispersione delle fibre in amianto, devono essere utilizzate le attrezzature e gli accorgimenti di sicurezza previsti per la rimozione (tute, guanti, maschere con filtro tipo P3).

    Le eventuali acque utilizzate per il lavaggio devono essere opportunamente trattate, mentre eventuali rifiuti contenenti amianto devono essere smaltiti nel rispetto della normativa vigente, (classificazione, e destinazione a soggetto autorizzato).

    Sono vietate le operazioni preliminari di preparazione all'incapsulamento di manufatti in cemento-amianto in ambienti confinati.

    Le caratteristiche prestazionali dei vari tipi di rivestimenti incapsulanti, si distinguono soprattutto per il maggiore o minore spessore, inoltre, 1) a vista all'esterno, 2) a vista all'interno, 3) non a vista (se utilizzato per interventi di confinamento), 4) ausiliario (se applicato per evitare la dispersione di fibre nell'ambiente in fase di interventi di rimozione o durante le operazioni di movimentazione del manufatto o confinamento).

    Anche per il rivestimento incapsulante è necessario chiedere il nulla-osta per l'intervento alla ASL di competenza territoriale, allegando ad essa l'attestazione di conformità per il prodotto utilizzato per l'incapsulamento alle norme UNI 10686 e UNI 10687.

    Gli strati di prodotto incapsulante, devono essere di diverso colore e di diverso strato, ( in conformità a quanto previsto dalla Appendice 1 Dm 20.8.99) e descritti nella attestazione di esecuzione dei lavori rilasciata dalla ditta esecutrice della bonifica.

    Le prove di laboratorio (attestazione di conformità) devono attestare: L'aderenza, l'impermeabilità, la resistenza al gelo-disgelo, la reazione al fuoco, resistenza all'invecchiamento accellerato, prova sole-pioggia, sulla base delle informazioni date dal produttore.

    LA SOVRACOPERTURA DEI M.C.A.

    Per sovracopertura si intende l'isolamento dei M.C.A. sia dagli agenti atmosferici esterni che dalla esposizione interna dell'edificio.

    Questa è la tecnica più dispendiosa di tempo e denaro, inoltre ha il negativo aspetto di mantenere la presenza di MCA per diverso tempo, fino alla loro rimozione.

    L'aspetto positivo è dato dal totale isolamento dei MCA sia dall'ambiente esterno che interno dell'edificio, non vi è contatto diretto con i MCA ed il pericolo di abrasioni, rotture e quindi dispersione di fibre-amianto, così come nelle operazioni di bonifica di rimozione o rivestimento incapsulante.

    Devono essere comunque rispettate le norme di sicurezza per i lavoratori addetti (tute, guanti e maschere) a seconda dello stato di friabilità o compattezza dei MCA.

    E' necessario il programma di intervento di manutenzione e controllo dello stato di conservazione delle coperture.

    Viene associato ad esso un intervento incapsulante ausiliario ( in caso di MCA friabili) per evitare la dispersione delle fibre all'interno del confinamento o durante le operazioni di lavoro.

    Tale tecnica di bonifica viene attuata specialmente in casi inaccessibilità nell'ambiente per rimuovere o incapsulare i materiali contenenti amianto.

 

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CONFINAMENTO DINAMICO

Nel caso in cui ci fosse il normale svolgimento delle attività, nella zona attinente a quella di bonifica è buona norma quella di creare una zona neutra non accessibile a estranei, tra l'area di bonifica e le altre aree.
Prima di intervenire sui materiali contenenti amianto occorre liberare le aree di tutti gli arredi e le attrezzature mobili, disattivare l'impianto elettrico e escludere localmente il sistema di ventilazione sigillando anche le bocchette dell'aria. Il pavimento e le pareti devono essere rivestiti con teli di polietilene: quello del pavimento deve risalire sulle pareti per almeno 50 cm.
Inoltre i materiali contenenti amianto vanno raccolti in doppi contenitori ed imballati separatamente i materiali taglienti. L'uso del doppio contenitore è molto importante perché, mentre il primo contiene materiale rimosso all'interno del cantiere, il secondo non deve mai essere portato all'interno dell'area di lavoro (così da non consentire alle fibre di amianto attaccate all'esterno del primo contenitore di disperdersi nell'ambiente).

Allestimento della zona confinata
Se il cantiere è all'aperto, il confinamento statico viene effettuato con due teli ignifughi di polietilene separabili a parete e tre a terra sigillati completamente con nastro adesivo o collanti; se invece il cantiere è circondato da mura si avrà solo un telo applicato alle pareti e al soffitto.
Il cantiere confinato viene trasformato in una scatola ermetica dove ci sono soltanto due vie di comunicazione con l'esterno:l'unità di decontaminazione del personale (UDP) e dei materiali (UDM). La prima è formata da uno spogliatoio, una chiusa d'aria, un locale doccia e uno spogliatoio per gli abiti da lavoro (è consigliabile una seconda chiusa d'aria tra gli ultimi due locali); quindi da un corridoio di accesso al cantiere. La UDM è formata da un locale di deposito e aspirazioni sacchi, un locale vasca per il lavaggio sacchi e un locale per il secondo insaccamento. Deve esistere almeno un'uscita di sicurezza dallo stesso e comunque vanno previste vie di fuga.

L'attivazione del confinamento dinamico testa la capacità di tenuta del cantiere vale a dire che viene collaudato il cantiere mediante le seguenti prove di tenuta:
a) Prova della tenuta con fumogeni
L'area di lavoro deve essere saturata con un fumogeno al fine di osservare, dall'esterno del cantiere, le eventuali fuoriuscite di fumo.
Tutte le eventuali falle individuate vanno sigillate dall'interno.
Accendendo il depressore si verifica la sufficienza del ricambio d'aria calcolando il tempo di estrazione del fumo.
 
b) Collaudo della depressione
Il collaudo della depressione può essere effettuato, secondo quanto previsto dal D.M. 6 settembre 1994, con un manometro differenziale, munito di due sonde che vengono collaudate una all'interno e l'altra all'esterno dell'area di lavoro. Con i depressori la pressione interna è mantenuta ad un valore tale da impedire alle fibre di uscire all'esterno attraverso qualsiasi tipo di via di fuga. I depressori devono garantire almeno sei ricambi d'aria/ora ed essere dotati di un filtro assoluto che blocca le fibre in uscita

Procedura di entrata nella zona confinata
Per entrare nella zona confinata occorre indossare i dpi assicurandosi prima della loro efficienza. In particolare verificare che la maschera funzioni vuol dire controllare la carica della batteria e che il filtro non sia intasato. Il respiratore deve creare anche una pressione positiva tra il viso e la maschera in modo che l'aria possa uscire verso la zona più inquinata. Nello spogliatoio vengono indossati gli indumenti da lavoro e i dpi, tenendo separati gli abiti civili.

 

 

 

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INCAPSULAMENTO AMIANTO

PATOLOGIA: Pericolosità delle fibre invisibili dell’amianto. La Legge 257 del 27 Marzo ’92 bandisce l’uso dell’amianto e rende obbligatoria la bonifica in quanto materiale altamente cancerogeno.

Le soluzioni progettuali sono tre:

  1. RIMOZIONE: abbattimento e smaltimento delle strutture in amianto. Questa procedura obbliga a inertizzare con prodotti speciali i manufatti da rimuovere.

  2. CONFINAMENTO: isolamento delle lastre di cemento-amianto tramite barriera stagna isolante. Necessario un previo trattamento incapsulante e una verifica dei carichi aggiuntivi da realizzare.

  3. INCAPSULAMENTO: trattamento con prodotti penetranti e ricoprenti che inglobano le fibre invisibili dell’amianto, ripristinano l’aderenza al supporto e creano una pellicola di protezione della superficie esposta. I vantaggi dell’incapsulamento sono: limitata produzione di rifiuti ambientali; rapidità di esecuzione; costo contenuto; applicabilità dove la rimozione è difficile da realizzare.

Le lastre piane o ondulate di cemento-amianto, impiegate per copertura in edilizia, sono costituite da materiale non friabile che, quando è nuovo o in buono stato di conservazione, non tende a liberare fibre spontaneamente. Il cemento-amianto, quando si trova all'interno degli edifici, anche dopo lungo tempo, non va incontro ad alterazioni significative tali da determinare un rilascio di fibre, se non viene manomesso.

 

Invece, lo stesso materiale esposto ad agenti atmosferici subisce un progressivo degrado per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell'erosione eolica e di microrganismi vegetali.

 

Di conseguenza, dopo anni dall'installazione si possono determinare alterazioni corrosive superficiali con affioramento delle fibre e fenomeni di liberazione.

 

I principali indicatori utili per valutare lo stato di degrado delle coperture in cemento-amianto, in relazione al potenziale rilascio di fibre, sono:

  • la friabilità del materiale;

  • lo stato della superficie ed in particolare l'evidenza di affioramenti di fibre;

  • la presenza di sfaldamenti, crepe o rotture;

  • la presenza di materiale friabile o polverulento in corrispondenza di scoli d'acqua, grondaie, ecc.;

  • la presenza di materiale polverulento conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di gocciolamento.

La bonifica delle coperture in cemento-amianto viene necessariamente effettuata in ambiente aperto, non confinabile, e, pertanto, deve essere condotta limitando il più possibile la dispersione di fibre.

 

Incapsulamento: Mediante questo metodo di bonifica la superficie delle lastre esposta agli agenti atmosferici è trattata con sostanze, in genere di natura sintetica, idonee ad inglobare ed ancorare saldamente le fibre di amianto nella matrice cementizia ed impedirne il rilascio nell’ambiente. Si adatta preferibilmente a coperture che conservano ancora la loro funzionalità, caratterizzate da uno stato superficiale poco deteriorato e dotato di buona resistenza meccanica. Le sostanze incapsulanti, in funzione degli effetti prodotti sulle coperture, possono essere di due tipi: impregnanti e ricoprenti.


Gli impregnanti hanno la funzione di penetrare nello strato superficiale delle lastre, saldare le fibre tra loro e fissarle alla matrice cementizia. Essi pertanto devono possedere caratteristiche fluodinamiche idonee a saturare uno strato superficiale sufficientemente spesso e migliorare all’interno di questo le forze coesive tra i diversi componenti. Si prestano bene a tale scopo alcune sostanze impregnanti di natura sintetica, come ad esempio le resine epossidiche ed acriliche, solubilizzate in solventi organici. Queste soluzioni, per le loro caratteristiche intrinseche di omogeneità e di fluidità, penetrano capillarmente negli interstizi della matrice cementizia. La loro distribuzione uniforme tra le fibre intensifica le forze di coesione tra esse e la loro adesione al supporto.


L’efficacia dell’azione impregnante dipende non solo dalle caratteristiche del prodotto utilizzato ma anche dallo stato superficiale delle coperture deteriorate, dalle modalità di applicazione adottate, dalle condizioni ambientali. La presenza, ad esempio, di concrezioni organiche sulle coperture e l’applicazione del prodotto in condizioni di temperatura e umidità diverse da quelle indicate dal produttore influiscono negativamente sull’azione impregnante del prodotto. La scelta oculata dei tempi di applicazione del prodotto e l’aggiunta in esso di sostanze ad azione biocida migliorano l’azione impregnante sulla copertura.


I prodotti ricoprenti, anche essi di natura sintetica, hanno la funzione di formare sulla superficie delle lastre una membrana protettiva continua, sufficientemente spessa e compatta idonea ad ostacolare il distacco di fibre e preservare la copertura dall’azione deteriorante degli agenti atmosferici. Essi possono essere miscelati con pigmenti ed essere convenientemente additivati con sostanze che ne accrescono la resistenza agli agenti atmosferici e ai raggi ultravioletti.


Come si evidenzia nel D.M. 6/9/94, per ottenere risultati più efficaci e duraturi nell’incapsulamento è necessario applicare entrambi i prodotti: impregnanti e ricoprenti. L’azione dell’impregnante sulle coperture oltre ad aumentare la compattezza rende più uniforme la loro superficie eliminando tutte le discontinuità prodotte dall’azione chimica e fisica degli agenti atmosferici. Si realizza così un supporto le cui caratteristiche superficiali rendono più efficace l’applicazione successiva del ricoprente che costituisce l’impedimento ultimo al rilascio di fibre nell’atmosfera.


Prima di applicare i prodotti incapsulanti è necessario sottoporre ad un trattamento preliminare di pulizia la superficie della copertura per facilitare la loro adesione. Questa operazione deve essere effettuata con attrezzature idonee ad evitare la liberazione di fibre nell’ambiente. La pulitura della superficie, infatti, richiede necessariamente un’azione meccanica di raschiatura su di essa per rimuovere depositi polverosi e concrezioni vegetali. Per limitare il rilascio di fibre essa è realizzata ad umido attraverso un pulitore mobile azionato da un operatore. Il pulitore agisce sulla superficie mediante spazzolatura e simultaneo getto d’acqua ad alta pressione.

Le fibre di amianto, liberate durante l’azione delle spazzole e l’impatto meccanico del getto liquido in pressione, sono assorbite e convogliate dalle acque di lavaggio. Queste ultime, attraverso il canale di gronda, confluiscono in un’apparecchiatura filtrante all’uscita della quale possono essere rimesse in ciclo. Quando la copertura non è dotata di canale di gronda, si sopperisce mediante un analogo dispositivo mobile adatto a raccogliere le acque usate nella pulitura.


Sulla superficie preparata si applicano i prodotti incapsulanti mediante l’uso di pompe airless per attutire l’impatto del getto fluido sulle coperture e limitare l’emissione di fibre nell’ambiente.


Durante le varie fasi dell’incapsulamento gli operatori devono essere muniti di idonei mezzi di protezione delle vie respiratorie e di indumenti protettivi. Devono inoltre essere dotati di calzature adatte al pedonamento dei tetti.


Questo trattamento di bonifica presenta il vantaggio di non produrre significative quantità di rifiuti e non richiede una copertura sostitutiva. Conferisce inoltre alle lastre una migliore resistenza agli agenti atmosferici, alle radiazioni solari, ai microrganismi vegetali. Infine durante l’intervento non sempre è necessario rendere inagibile l’edificio da bonificare.


D’altra parte, poiché l’incapsulamento non elimina definitivamente l’amianto dalla copertura, è necessario predisporre un piano di controlli periodici e di interventi manutentivi. Il trattamento può rendersi inefficace specialmente a causa di fenomeni di infiltrazioni di acque piovane tra le lastre e lo strato incapsulante che ne determinano il distacco. In questo caso occorre ripetere l’intervento o ricorrere ad una rimozione o sopracopertura delle lastre. Altro svantaggio, non trascurabile, deriva dalla pulitura preliminare della copertura. Questa fase, se condotta con modalità operative inadeguate , comporta un elevato rilascio di fibre nell’ambiente che, al limite, può essere più consistente di quello che possono produrre le lastre non bonificate in esercizio.

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Hotel Rex

L'Hotel a Senigallia è la soluzione ideale per coloro che vogliono passare una vacanza rilassante e divertente con la propria famiglia. L'albergo frontemare di Senigallia, offre buona cucina tipica marchigiana, spiaggia privata, servizi accessibili ai disabili.

Sistema Parquet snc

Sistema Parquet snc presenta SpazioInterni: visibili presso lo show room di Cento in provincia di Ferrara vicino a Bologna.

Noleggio Semplice

Noleggio Semplice è un'azienda specializzata nell'offerta di autovetture e di veicoli commerciali con la formula del noleggio a lungo termine. Grazie alla notevole esperienza acquisita ed alle partnership con le più importanti realtà presenti nel settore è in grado di garantire al cliente le migliori condizioni commerciali del mercato.

Sarl Petite source

Petite source è l'esperienza di giovane mamma alle prese con l'esigenza dei suoi bambini in mare o in piscina, ha permesso alla titolare di ricercare e provare direttamente tutti i costumi da bagno proposti :galleggiante, contenitivo, protezione solare

Ragno Verde

Ragno Verde è specializzata nella potatura di alberi d'alto fusto, abbattimento alberi, abbattimento e potatura palme, abbattimento controllato e consolidamento alberi con la tecnica del Tree Climbing.

PuntoGlass

Puntoglass offre un vasta gamma di pellicole per vetri natti a soddisfare ogni tipo di esigenza, dal più banale problema del calore, allo scolorimento degli interni.

Noleggio Semplice

La nostra formula di noleggio a lungo termine ti permette di avere un ottimo risparmio rispetto al tradizionale acquisto di un veicolo. Considerando un'ottica temporale di 36 mesi, si può ottenere un vantaggio economico che arriva fino al 30%.

Lipari Tendaggi

Lipari Tendaggi confeziona per conto terzi Tende e Tendaggi per interni, trapunte, copriletti, coprisommier, scaldapiedi, tovaglia da arredamento e tutto ciò che riguarda l' arredo per interni. Sartoria specializzata in tende da interno e da sole. Confeziona tende plissettate tessuti montaggio binari o bastoni, tappezzeria foderiamo divani sedie sostituiamo spugne interne, a Santa Luc

Antiche Torri

L'Associazione "ANTICHE TORRI" nasce a Santa Lucia del Mela in Provincia di Messina ed è un'associazione culturale e ricreativa, organizza il Corteo storico di Santa Lucia del Mela ch'è legato alla figura del sovrano Federico II di Svevia e viene spesso a partecipare in divese città della Sicilia.

ANTICHE TORRI via Ungaretti 4 - 98

Coltro & nascimben

Traslochi Mantova è un'azienda specializzata nel montaggio mobili, noleggio scale aeree, trasporti e traslochi a mantova

AGENZIA HELP SERVICE

Help Service è specializzata nel settore delle pratiche amministrative, burocratiche e certificazioni in genere, che affianca professionisti, aziende e privati. L'agenzia si occupa di invii telematici per CCIAA, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Agenzia del Territorio. Rivenditore autorizzato GREENTICKET. Spedizioni in Italia e all'estero.

Agriturismo Parra

Azienda Agrituristica PARRA - Agriturismo con itinerari enogastronomici culturali ed artistici, vacanze nel verde della natura. Degustazione della cucina tipica, rimessaggio caravan , camper e roulote attrezzato e recitato.

S. P. 65 98046 Santa Lucia del Mela

http://www. agriturismoparra. it vini@agriturismoparra. it
Tel. /Fax 090. 935764 info 360. 531699

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Perni by I. B. F. Italia in fibra di vetro per ricostruzione corono-radicolare, sterili raggi gamma e biocompatibili, adattamento all'anatomia del canale radicolare, conicita' variabile, scadenza 2015, MPa 310 a 400 Newton e GPa 42, a norma UNI EN ISO 10993-5. PROMO:10 SCATOLE(100 PERNI)LIBERA SCELTA DEI DIAMETRI:1, 0-1, 2-1, 4-1, 6-1, 8+3 FRESE=EURO 210, 00

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L'Istituto di Osteopatia TCIO, di ultima generazione, aderisce ai criteri formativi del R. O. I. (Registro degli Osteopati d'Italia).

Agriturismo lago di garda

Selezione e guida ai migliori agriturismi del lago di Garda selezionati per località e qualità

Riviera Inn

La Riviera Adriatica è terra di ospitalità e tradizioni. Una lunga costa di spiagge attrezzate ti attende con tanti alberghi da Cattolica ai Lidi Ravennati. La Riviera Romagnola, con i suoi servizi, le attrezzature, la sua calda ospitalità, i parchi divertimento più famosi d'Europa

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