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Pavimenti in Vinil Amianto
(Fonte:
V.Verga, L. Gaburro - SPISAL - ULSS 20, Verona - SAFETYNET)
La presenza di pavimenti in vinil-amianto (VA) e' molto diffusa. Nei
decenni 60-80 il materiale, di basso costo e di rapida messa in
opera, e' stato largamente usato soprattutto per la pavimentazione
di edifici pubblici, scuole, ospedali ed anche di alloggi popolari.
Il procedimento industriale per la produzione del VA consiste nella
mescola di resine di PVC, copolimeri, leganti inorganici, pigmenti e
amianto. Il materiale viene scaldato e, quando la miscela raggiunge
la temperatura e la plasticità desiderate, viene laminato fino allo
spessore richiesto e quindi tagliato in piastrelle.
Vi sono poche pubblicazioni al riguardo della possibilità di
cessione, spontanea o provocata, di fibre libere di amianto dai
pavimenti in VA in opera, a differenza dei numerosi lavori che
trattano di materiali friabili.
L'Istituto americano di Ricerca sugli Effetti dell'Amianto sulla
Salute (HEI-AR), in una pubblicazione di sintesi delle conoscenze
sul problema dell'amianto indoor del 1991, riferisce che le fibre di
amianto presenti nei materiali vinilici in opera si trovano
incapsulate in una matrice stabile che ne previene la diffusione
ambientale, se il materiale e' mantenuto in buone condizioni (1).
Altri autori sostengono l'assenza di inquinamento indoor, in
condizioni normali (2,3). Ci� e' anche confermato dal Rapporto
ISTISAN 89/26 ("Inquinamento da asbesto negli ambienti di vita"),
ove l'ISS, citando dati dell'OMS e dell'U.S.EPA, riporta una
concentrazione di fibre libere di amianto compresa fra 0,2 e 1 ff/l
in edifici privi di specifiche sorgenti di amianto o con amianto
saldamente legato a matrici (VA, cemento-amianto) in buono stato di
conservazione. Concentrazioni analoghe di fibre aerodisperse si
ritrovano nelle aree urbane, con punte anche pi� elevate nelle zone
con intenso traffico veicolare, come riferito nel citato Rapporto
ISTISAN 89/26 e nei lavori di Chiappino (4).
Solo due studi hanno dimostrato la presenza di fibre libere di
amianto in aria in edifici ove l'unica fonte era costituita da
pavimenti in VA (5, 6).
Alcuni autori sostengono un possibile inquinamento da fibre libere
durante le operazioni di lucidatura dei pavimenti con macchine con
spazzole abrasive (Demyanek, Wilmoth, citati). Tuttavia queste
pubblicazioni si riferiscono a fibre di lunghezza compresa fra 0,5 e
5 um (analisi in TEM), mentre la normativa di riferimento (D.M.
06.09.94) raccomanda di contare solo le fibre di lunghezza superiore
a 5 um, che nei campioni esaminati dagli stessi autori non sono
state ritrovate.
La pubblicazione della Circolare del Ministero della Sanita' n.
45/86 e' stata l'occasione per un controllo capillare dei materiali
contenenti amianto nelle scuole e negli ospedali del territorio
dell'USL di Verona. Grazie ai numerosi sopralluoghi e ai
campionamenti eseguiti sui materiali, sulle polveri depositate e sul
particolato atmosferico, l'apposta Commissione istituita presso
l'USL ha potuto definire con una certa precisione l'entità del
problema.
Si e' accertato ad esempio che, nelle zone frequentate, gli unici
materiali edilizi contenenti amianto erano costituti dai pavimenti
vinilici, in nessun caso e' stato ritrovato amianto nei componenti
minerali dei controsoffitti e delle pareti mobili; in un solo caso
era presente amianto friabile, a spruzzo, sul soffitto di una
palestra.
Lo scopo del presente lavoro e' illustrare l'esito dei campionamenti
eseguiti sui pavimenti in vinil-amianto, sulle polveri depositate e
sui campioni di aeriformi, in condizioni normali e durante i lavori
di rimozione. Vengono inoltre suggerite alcune misure di prevenzione
per la manutenzione dei pavimenti e nei lavori di bonifica.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
A partire dalla seconda meta' degli anni '80 la normativa italiana
in tema di protezione dal rischio amianto si e' notevolmente
arricchita. Vengono qui citate le principali leggi, con riferimento
al particolare tema trattato.
- Ordinanza Min. San. 26.06.86. Vieta, con alcune eccezioni,
l'immissione sul mercato e l'uso della crocidolite.
- Circolare Min. San. 10.07.86 n. 45. "Piano di interventi e misure
tecniche per l'individuazione del rischio connesso all'impiego di
materiali contenenti amianto in edifici scolastici e ospedali
pubblici e privati". La Circolare e' stata per molti anni il testo
fondamentale di riferimento per la definizione delle procedure di
valutazione del rischio da amianto indoor e per le conseguenti
azioni di bonifica, in quanto vengono specificate le misure di
sicurezza necessarie per minimizzare l'esposizione dei lavoratori
nei lavori di rimozione dell'amianto.
Peraltro la Circolare non indica i pavimenti in VA come possibile
fonte di inquinamento; infatti nell'esempio di scheda per
l'accertamento dei materiali si indicano solo soffitti e pareti.
- DPR 24.05.88 n. 215. Vieta definitivamente l'immissione sul
mercato e la commercializzazione della crocidolite. Nell'allegato II
viene definita la simbologia dell'etichettatura dei prodotti
contenenti amianto.
- D.Lgs. 15.08.91 n. 277. E' una legge fondamentale in tema di
protezione dei lavoratori. Il Capo III e' specificamente dedicato
alle problematiche dell'amianto. Vengono stabiliti obblighi
particolari in caso di superamento dei valori limite di esposizione;
l'articolo 34 stabilisce l'obbligo di redazione del piano di lavoro
per le attività di demolizione e rimozione dei materiali contenenti
amianto. L'organo di vigilanza ha novanta giorni di tempo per
rilasciare particolari prescrizioni sulle modalità di lavoro.
- Legge 27.03.92 n. 257. Norme relative alla cessazione dell'impiego
dell'amianto. La legge, oltre a stabilire la messa al bando
dell'amianto (l'ultima deroga e' scaduta nell'aprile '94), prende in
esame vari altri aspetti, quali la definizione dei rifiuti
contenenti amianto, l'abbassamento del valore limite di esposizione,
l'obbligo della relazione annuale delle ditte alle USL e alla
Regione, ecc. In particolare prevede che le Regioni predispongano
specifici piani di intervento secondo gli indirizzi definiti dal DPR
08.08.94.
- D.M. 06.09.94 Min. San. Stabilisce le norme tecniche per la
valutazione del rischio e i metodi di bonifica dall'amianto negli
edifici. Negli allegati al Decreto sono descritti i metodi per le
analisi dei campioni in massa e delle fibre aerodisperse. La legge
e' di importanza fondamentale sia per le imprese che effettuano le
bonifiche che per gli organi di vigilanza, in quanto descrive in
modo analitico le procedure di sicurezza che devono essere messe in
atto per prevenire il rischio di esposizione degli addetti ai lavori
di bonifica.
MATERIALI E METODI
Si premette che tutte le indagini di laboratorio sono state eseguite
dalla Sezione di Fisica del PMP di Verona.
In tabella 1 e' riportato il numero di edifici oggetto di
sopralluogo da parte della commissione amianto. Ogni volta che
veniva ritrovato un pavimento sospetto, in accordo con il metodo
descritto dalla Circolare 45/86, veniva prelevato un campione del
materiale e sottoposto ad analisi diffrattometrica a raggi X.
L'amianto ritrovato era sempre del tipo crisotilo.
TAB. 1 - Numero di edifici ispezionati
per anno con e senza amianto nei pavimenti.
|
ANNO |
TIPO EDIFICIO |
EDIFICI
ISPEZIONATI |
EDIFICI SENZA AMIANTO |
EDIFICI CON AMIANTO |
|
1988 |
Asili nido |
12 |
11 |
1 |
|
1989 |
Materne |
46 |
34 |
12 |
|
1990 |
Mat,elem,medie |
66 |
52 |
14 |
|
1991 |
Mat,elem,medie |
37 |
24 |
13 |
|
1992 |
Mat,elem,medie,sup, ospedali |
18 |
15 |
3 |
|
1993 |
Mat,elem,medie,sup, universita� |
23 |
/ |
23 |
|
1994 |
Mat,elem,sup, universita� |
11 |
/ |
11 |
|
1995 |
Mat,superiori, ospedali |
14 |
8 |
6 |
|
1996 |
Mat,universita� |
2 |
/ |
2 |
|
TOTALE |
|
229 |
144 |
85 |
Si osserva che in circa un terzo degli edifici
ispezionati si sono ritrovati pavimenti in VA. Il maggior numero di
edifici scolastici con pavimenti in VA era stato costruito fra gli
anni 60 ed 80.
Nella fase successiva veniva effettuata la raccolta della polvere
depositata, al fine di determinare il "livello di contaminazione".
L'analisi delle polveri prevede la quantificazione dell'amianto
mediante Microscopia Elettronica a Scansione (SEM), che si basa sul
conteggio delle fibre e la loro determinazione con microanalisi.
Il "livello di contaminazione" definito dalla Circolare 45/86, oltre
il quale era previsto un immediato intervento di bonifica, era pari
a 1 ug di amianto su g di polvere (un ppm). La Sezione di Fisica del
PMP di Verona ha brillantemente dimostrato non solo che quel livello
era inferiore alla sensibilità della metodica di analisi, ma anche
che il limite era correntemente superato anche in locali senza
materiali in amianto, a causa della contaminazione atmosferica
urbana (7).
L'analisi delle polveri depositate ha fornito i risultati
sintetizzati in tabella 2. I risultati sono riportati secondo classi
di concentrazione ponderale crescente da A ad F e riferiti al
contenuto in amianto delle piastrelle dei pavimenti.
TAB. 2 - Confronto fra il contenuto in
amianto nei pavimenti in VA e la concentrazione di amianto nelle
polveri inorganiche raccolte.
|
MATERIALI |
|
|
% DI |
POLVERI |
|
AMIANTO |
A |
B |
C |
D |
E |
F |
|
< 1 % |
/ |
2 |
/ |
/ |
/ |
/ |
|
1 � 5 % |
/ |
11 |
1 |
1 |
1 |
/ |
|
6 � 10 % |
3 |
11 |
1 |
4 |
2 |
/ |
|
11 � 15 % |
/ |
2 |
1 |
3 |
/ |
/ |
|
16 � 20 % |
/ |
2 |
/ |
2 |
/ |
/ |
|
21 � 25 % |
/ |
/ |
/ |
3 |
/ |
2 |
|
> 25 % |
/ |
/ |
/ |
1 |
/ |
2 |
|
TOT |
3 |
28 |
3 |
14 |
3 |
4 |
|
Classi di concentrazione: |
|
A inferiore alla sensibilit� D
tra 100 e 1000 mg/kg |
|
B inferiore a 100 mg/kg E
intorno a 1000 mg/kg |
|
C intorno a 100 mg/kg F
superiore a 1000 mg/kg |
|
Sensibilit� della metodica di
analisi: 15 mg/kg |
Si osserva che nella maggior parte dei casi il
contenuto di amianto delle polveri si colloca nella classe di
concentrazione inferiore a 100 ppm (B), per quanto sia ben
rappresentata anche la classe fra 100 e 1000 ppm (D). Non risulta
una correlazione stretta fra il contenuto di amianto nelle
piastrelle e quello presente nella polvere raccolta nella stessa
area.
Come sopra riferito, il "livello di contaminazione" previsto dalla
Circolare (un ppm) era sempre abbondantemente superato.
In 14 edifici sono stati effettuati campionamenti di particolato
atmosferico, in contemporanea ai prelievi di polvere depositata. I
campionamenti e la successiva determinazione delle fibre di amianto
in microscopia SEM sono stati eseguiti secondo le metodiche previste
dal D.M. 06.09.94. In tabella 3 sono sintetizzati i risultati dei
monitoraggi.
TAB. 3 - Particolato atmosferico
campionato negli anni 1993 e 1994
Tot. edifici n. 14. - Campionamenti in
SEM
|
ANNI |
N� CAMPIONI |
CONC. = 0 ff/l |
CONC. 0.1 � 1 ff/l |
CONC. > 1 ff/l |
|
1993 |
12 |
10 |
1 |
1 (1.4 ff/l) |
|
1994 |
15 |
11 |
3 |
1 (4.5 ff/l) |
|
TOT. |
27 |
21 |
4 |
2 |
Dalla tabella si osserva che su 27 campioni
esaminati la grande maggioranza mostrava concentrazione di fibre
libere di amianto pari a 0, in 4 casi era comunque inferiore a 1 ff/l
e in soli 2 casi superiore a 1 ff/l. Il caso corrispondente al
rilievo di 4,5 ff/l (la stanza giochi di una scuola materna) e'
stato ricontrollato, nelle medesime condizioni, ed il secondo
campionamento ha fornito il risultato di 0 ff/l.
Il confronto fra i dati ambientali, quelli relativi ai campionamenti
sulle polveri depositate e quelli sul contenuto in amianto dei
materiali ha fatto osservare che solo in un caso vi e' stata
corrispondenza fra il numero di fibre in aria (0,8), comunque molto
contenuto, la quantit� di amianto nella polvere (classe F) e la
percentuale di amianto nel materiale (crisotilo > 25%); in tutti gli
altri casi non e' stata rilevata corrispondenza fra le tre categorie
di campioni.
Per spiegare la mancata o scarsissima presenza di fibre in aria,
nonostante la discreta quantit� di amianto rilevata nei campioni di
polvere, la Sezione di Fisica del PMP ha ipotizzato che le fibre
nelle polveri si trovano inglobate in granuli di dimensioni tali da
non poter essere dispersi nell'aria. La preparazione del campione di
polvere per l'analisi in SEM disgrega i granuli liberando le fibre e
riducendo i fasci di crisotilo in fibre pi� piccole.
A conclusione delle indagini la commissione amianto ha proposto
all'Istituto Superiore di Sanit� di eseguire monitoraggi in aria
piuttosto che nei campioni di polveri depositate, allo scopo di
ottenere dati pi� sicuri ai fini preventivi.
Nella tabella 4 viene presentata la casistica dei campionamenti
eseguiti in concomitanza ai lavori di rimozione dei pavimenti in VA.
Alcuni campionamenti sono stati effettuati in MOCF (Microscopia
Ottica in Contrasto di Fase) ed altri in SEM.
TAB. 4 - Risultati dei campionamenti
nei lavori di rimozione.
|
Determinazioni in: |
CONCENTRAZ. |
|
CASI |
|
|
|
|
Fondo iniziale |
Durante i lavori |
Finale |
|
MOCF
|
< 10 ff/l
-----------
10 � 15 ff/l |
6
----------
7 |
6
---------
8 |
13
----------
3 |
|
SEM
|
0 ff/l
------------
0.1 � 0.5 ff/l |
10
----------
3 |
7
----------
3 |
8
----------
1 |
Dalla lettura della tabella emerge chiaramente
che sia i dati dei campionamenti personali, in MOCF, eseguiti
durante la rimozione, che quelli ambientali, in SEM, durante e dopo
la rimozione, sono confortanti. In particolare non sono stati
evidenziati casi di superamento dei valori proposti dal D.M.
06.09.94 come limite per giudicare uno stato di inquinamento in atto
(rispettivamente: 20 ff/l in MOCF e 2 ff/l in SEM) e tanto meno il
superamento dei limiti previsti dal D.Lgs. 277/91 (100 ff/l in
MOCF).
DISCUSSIONE
Per quanto concerne il riconoscimento della natura dei materiali,
l'esperienza fatta nei sopralluoghi dalla commissione amianto
consente di ricavare alcune indicazioni:
1- I materiali in VA si presentano in piastrelle, di solito di
misura 30 x 30 o 40 x 40 cm; pertanto i pavimenti posati in rotoli
difficilmente contengono amianto.
2- Le piastrelle si presentano solitamente dure, difficilmente
scalfibili; se vengono piegate si spezzano di netto. La superficie
può essere sia di colore uniforme che variamente screziato.
3- Salvo quanto detto, non e' possibile un riconoscimento diretto,
"a vista", del contenuto in amianto o meno del pavimento. Esistono
piastrelle in VA del tutto simili nell'aspetto esteriore a quelle
prive di amianto. Pertanto nella maggioranza dei casi si impone il
campionamento del materiale.
4- Non vanno confusi con il VA altri materiali incollati per
pavimentazioni, come quelli di gomma naturale, spesso presenti nelle
palestre, o il linoleum. Quest'ultimo viene prodotto a partenza
dall'olio di lino cotto, essiccato e steso su un supporto di tela di
iuta; il materiale e' molto flessibile e sottile.
Proposta per la manutenzione dei pavimenti.
Stabilito che, in condizioni normali, l'entità del rilascio di fibre
libere da parte di un pavimento in VA e' molto contenuta, se non
assente, devono comunque essere fornite ai proprietari degli
immobili delle indicazioni per mantenere i pavimenti in buone
condizioni. Infatti e' noto che, in generale, il campionamento
ambientale non può essere preso come unico strumento per valutare il
rischio del rilascio di fibre in aria da parte di un materiale
contenente amianto, in quanto fornisce indicazioni solo sul momento
del campionamento, senza poter prevedere i futuri danneggiamenti.
A questo scopo e' stata trasmessa ai proprietari degli edifici
scolastici una nota, contenente alcune semplici indicazioni, che
vengono qui riportate.
1- Effettuare le normali pulizie con stracci umidi.
2- Incerare i pavimenti periodicamente, evitando l'utilizzo di
spazzole con setole dure.
3- Le piccole manutenzioni, per la sostituzione di piastrelle rotte
o logorate, devono essere eseguite in assenza di allievi e con
un'accurata pulizia finale ad umido.
4- Le eventuali fessurazioni fra le piastrelle possono essere
sigillate con i comuni prodotti in commercio.
5- La rimozione di intere pavimentazioni deve essere autorizzata dal
Servizio di Prevenzione dell'ASL previa definizione del piano di
lavoro previsto dall'art. 34 del D.Lgs. 277/91.
6- Sono sempre possibili interventi di "sopracopertura" dei
pavimenti tramite l'incollaggio di nuovi materiali esenti da
amianto.
Piano di lavoro per la rimozione di
pavimenti.
La rimozione di materiali contenenti amianto deve essere preceduta
dalla presentazione del piano di lavoro. Il Servizio di Prevenzione
degli ambienti di lavoro dell'ASL rilascia prescrizioni sulle
modalità di lavoro in modo da ridurre al minimo il rischio di
esposizione dei lavoratori e di contaminazione dell'ambiente a causa
della possibile presenza di fibre libere di amianto.
Il D.M. 06.09.94 stabilisce le misure di sicurezza da rispettare
durante la bonifica di materiali friabili, di rivestimenti di
tubazioni con la tecnica dei glove-bags e di coperture in
cemento-amianto. La delibera della Giunta della Regione Veneto n.
5607 del 31.10.95 fornisce ulteriori indicazioni agli Organi di
Vigilanza, ancora in materia di rimozioni di coperture in
cemento-amianto.
A tutt'oggi non sono disponibili protocolli per la rimozione di
pavimenti in VA.
In considerazione dei risultati dei campionamenti eseguiti durante i
lavori di rimozione, che dimostrano scarsa o nulla presenza di
fibre, se i lavori sono eseguiti secondo un protocollo di sicurezza,
si riportano le condizioni operative che sono state prescritte e
seguite durante i lavori.
1- I lavori devono essere eseguiti in assenza di utenti, anche nei
locali limitrofi.
2- Prima di procedere alla rimozione dei pavimenti, i vani devono
essere segregati e deve essere posta sulle entrate idonea
cartellonistica di avvertimento sui lavori in corso e di divieto di
accesso. Le finestre e le porte devono restare chiuse fino a
bonifica terminata.
3- Le parti non spostabili (termosifoni, bancali delle finestre,
eventuali attrezzature, ecc.) devono essere rivestite con teli di
politene.
4- I pavimenti, nello stato attuale, devono essere accuratamente
puliti ad umido, con stracci bagnati.
5- In tutte le lavorazioni a contatto coi materiali contenenti
amianto i lavoratori devono essere equipaggiati con tuta monouso
dotata di cappuccio, in tyvek e semimaschera munita di filtro P2 o
facciale filtrante FFP2.
6- Il sollevamento delle piastrelle deve avvenire con strumenti
manuali, tipo spatola, cercando di sollevare le piastrelle una ad
una, evitando di romperle. Non e' consentito l'utilizzo di strumenti
elettrici ad alta velocità.
7- Durante la rimozione delle piastrelle, un lavoratore,
appositamente addetto, deve costantemente mantenere bagnata la
superficie inferiore della piastrella con una soluzione vinilica al
5%, colorata, a spruzzo, utilizzando una pompa a mano o anche
semplicemente uno spruzzatore per piante.
8- Ogni 30-40 piastrelle levate, queste devono essere subito
confezionate in pacchetti, rivestiti con politene e chiusi con
nastro adesivo. I pacchetti verranno successivamente insaccati in
big-bags contrassegnati a norma.
9- Eventuali residui sul sottofondo devono essere trattati con la
soluzione vinilica e, una volta asciugati, raschiati con cura e
aspirati con aspiratore dotato di filtro assoluto.
10- Al termine del lievo delle mattonelle, il sottofondo messo a
nudo deve essere nuovamente pulito con stracci bagnati.
11- Al termine dei lavori le attrezzature utilizzate dovranno essere
accuratamente pulite ad umido.
12- Massima cura deve essere riservata alle operazioni di
svestizione: tenendo indossata la maschera, l'operatore deve
procedere ad una pulizia ad umido della tuta, che deve essere
sfilata arrotolandola man mano dall'alto verso il basso e
dall'interno verso l'esterno e poi riposta in un contenitore chiuso.
Infine dovra' essere tolta con cautela la maschera, dopo averla
inumidita esternamente.
13- Monitoraggi.
Devono essere effettuati campionamenti d'aria per la ricerca di
eventuali fibre di amianto:
- Uno o più campionamenti di fondo, in Microscopia Elettronica,
nelle condizioni attuali del pavimento;
- Uno o più campionamenti personali durante il lavori di lievo delle
piastrelle, in Microscopia Ottica.
- Uno o più campionamenti al termine della bonifica, in MOCF.
All'esito favorevole di questi campionamenti seguirà nulla osta per
la rimozione dei teli di politene e per l'ingresso di altro
personale per i lavori successivi.
- Uno o più campionamenti finali, prima della riconsegna dei vani
per il loro abituale utilizzo, in Microscopia Elettronica.
CONCLUSIONE
Nel corso degli ultimi anni, grazie ad una migliore messa a fuoco
del problema amianto, determinata anche dalla pubblicazione di una
serie di leggi di riferimento, la questione del rischio conseguente
alla presenza di materiali contenenti amianto all'interno degli
edifici si e' definitivamente chiarita. Infatti ora e' largamente
noto che va fatta una netta distinzione fra i materiali friabili e
quelli compatti. Mentre per i primi la valutazione del rischio deve
essere fatta con rigidi protocolli e i lavori di rimozione devono
essere condotti con la massima sicurezza, per i materiali compatti,
e in modo particolare per il VA, le procedure possono essere
semplificate.
I dati illustrati, per quanto parziali e necessari di ulteriori
approfondimenti con altre esperienze, confermano quanto già noto fra
gli "addetti ai lavori", e ciò che i pavimenti in VA di per se' non
costituiscono un problema urgente di salute pubblica e che i lavori
di rimozione condotti con procedure e tecniche di facile
applicazione, sono in grado di evitare la contaminazione ambientale
da parte di fibre di amianto. |