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Le patologie legate all'amianto.
La respirazione di fibre di asbesto (ed anche
l'ingestione, anche se la questione è ancora controversa), può
determinare malattie diverse, tutte comunque caratterizzate da un
lungo intervallo di tempo fra l'inizio dell'esposizione e la
comparsa della malattia. Questo intervallo, chiamato "tempo di
latenza", è in genere di decenni. Il rischi per la salute è
direttamente legato alla quantità ed al tipo di fibre inalate, alla
loro stabilità chimica, ed ad una predisposizione personale a
sviluppare la malattia.
Le malattie principali che possono essere provocate dall'asbesto
sono:
* asbestosi;
* mesotelioma;
* carcinomi polmonari;
* tumori del tratto gastro-intestinale, della laringe e di altre
sedi
Asbestosi
È una malattia respiratoria cronica legata alle proprietà delle
fibre di asbesto di provocare una cicatrizzazione (fibrosi) del
tessuto polmonare; ne conseguono irrigidimento e perdita della
capacità funzionale. Le fibre di asbesto penetrano con l'aria
attraverso la bocca ed il naso, procedendo poi lungo la faringe, la
laringe, la trachea e i bronchi fino ad arrivare agli alveoli
polmonari. Qui l'aria giunge a stretto contatto con il sangue e,
attraverso una sottilissima membrana, cede ossigeno e assorbe
anidride carbonica. La superficie totale di scambio è molto estesa e
può essere alterata dall'inalazione di polveri non inerti, fra cui
la silice e l'asbesto.
Le vie respiratorie possono ostacolare la penetrazione di particelle
che abbiano un diametro maggiore di cinque millesimi di millimetro,
in quanto sono dotate di ciglia sottilissime e capaci di una
continua produzione di muco: le particelle vengono così bloccate e
poi, con movimenti regolari o con colpi di tosse, espulse.
Molti studi hanno dimostrato che la pericolosità delle fibre di
asbesto è legata al diametro molto piccolo e a una lunghezza
superiore a cinque millesimi di millimetro. È stato dimostrato che
una parte dell'asbesto che viene respirato non riesce ad essere
espulsa e resta negli alveoli dove provoca una irritazione
(alveolite): sembra che questo sia il primo passo per l'instaurarsi
di lesioni cicatriziali e quindi di una vera e propria asbestosi. La
quantità di asbesto che resta intrappolata nei polmoni è legata alla
quantità totale di asbesto inalato, e dunque all'intensità e alla
durata dell'esposizione: l'asbestosi è pertanto una malattia in cui
esiste una stretta relazione fra "dose" di asbesto inalata e
"risposta" dell'organismo, quindi tipica di una esposizione
professionale.
La crocidolite ha una pericolosità maggiore degli altri tipi di
asbesto, forse per la maggiore rigidità delle sue fibre e dunque per
motivi aerodinamici, o forse per le sue caratteristiche
ultramicroscopiche, essendo ogni fibra costituita da un elevatissimo
numero di microfibrille. I sintomi dell'asbestosi sono simili a
quelli delle altre malattie respiratorie croniche: l'affanno, prima
da sforzo e poi anche a riposo, la tosse, che spesso è di tipo
secco, la debolezza dovuta alla riduzione della quantità di ossigeno
che dagli alveoli passa al sangue.
La diagnosi si basa innanzitutto sui sintomi riferiti dal
lavoratore, sull'auscultazione del torace, che può mettere in
evidenza rumori patologici alle basi polmonari, sugli accertamenti
radiografici, che possono mostrare la presenza di opacità
irregolari, e sulle prove di funzionalità respiratoria, con cui si
rileva un deficit di tipo restrittivo.
La malattia insorge dopo un periodo di latenza di molti anni e
inizia in modo graduale. Il decorso della malattia è molto variabile
e, in tempi più o meno lunghi, porta ad un aggravamento dei disturbi
respiratori, accompagnato da un ingrandimento e da una maggiore
diffusione delle opacità radiologiche, e da un progressivo aumento
del deficit funzionale. Nel corso degli anni si può giungere a
quadri di insufficienza respiratoria gravissimmi e infine mortali.
La malattia può inoltre essere complicata da infezioni, da germi
comuni o tubercolari; inoltre in polmoni asbestotici, è più facile
l'insorgenza anche di tumori polmonari e mesoteliomi pleurici.
Non esiste una terapia specifica per l'asbestosi e non è possibile
pertanto una guarigione delle lesioni polmonari: la terapia è
essenzialmente mirata a ostacolare le complicanze infettive e a
migliorare, nei limiti del possibile, le capacità respiratorie.
Mesotelioma
È un tumore maligno che può colpire le membrane sierose di
rivestimento dei polmoni (pleura) e degli organi addominali
(peritoneo).
I mesoteliomi sono quasi inesistenti nella popolazione non esposta
ad asbesto, ma rappresentano il 15% dei tumori che colpiscono
persone affette da asbestosi: l'individuazione di mesoteliomi deve
pertanto sempre far sospettare un'esposizione ad asbesto.
Sono stati descritti casi di mesotelioma in persone residenti
intorno a miniere di asbesto o nelle città sede di insediamenti
industriali con lavorazioni dell'amianto, in familiari venuti in
contatto con le polveri accumulatesi sulle tute di lavoratori
direttamente esposti.
L'esistenza di mesoteliomi nei residenti e nei familiari mostra che
possono essere pericolose anche esposizioni a basse concentrazioni
di asbesto. In genere il tempo di latenza (ovvero il tempo che
intercorre tra l'esposizione ad amianto e la comparsa della
malattia) è dell'ordine di decenni e può anche superare i 40 anni
dall'inizio dell'esposizione.
I sintomi del mesotelioma sono legati ad una compressione dei
visceri che sono a contatto con la massa tumorale; per lo più il
primo segno nelle forme toraciche è costituito da un versamento
pleurico, spesso emorragico, con rapide recidive, con affanno, tosse
stizzosa e comparsa insistente di alcune linee di febbre.
La diagnosi si basa essenzialmente sulla presenza dei sintomi e
esami radiografici. In tutti i casi sospetti l'indagine viene
approfondita con altri esami strumentali, fra cui la T.A.C. e con
esami istologici al microscopio di prelievi bioptici (pleuroscopia).
In ogni caso la diagnosi differenziale fra tumore polmonare diffuso
alla pleura e mesotelioma è spesso difficoltosa.
Il decorso dei mesoteliomi è quasi sempre molto rapido, accompagnato
da un progressivo deterioramento delle condizioni generali. Sono
possibili diffusioni del tumore ad altre sedi (metastasi) per il
passaggio delle cellule tumorali nel circolo ematico o linfatico.
La sopravvivenza è in genere inferiore a un anno dalla scopera del
tumore, e specialmente in soggetti giovani può limitarsi a soli sei
mesi. A oggi non sono state individuate terapie efficaci.
Carcinoma polmonare
Il carcinoma polmonare è in generale il ttumore maligno più
frequente. Come per l'asbestosi anche per i carcinomi polmonari è
stata riscontrata una stretta relazione con la quantità totale di
asbesto inalata e con l'abitudine al fumo di tabacco. Il rischio di
contrarre questo tumore nei non fumatori non esposti ad asbesto è
risultato di 11 su 100.000 persone l'anno; nei non fumatori esposti
ad asbesto è risultato circa 5 volte superiore; nei fumatori che non
sono esposti ad asbesto è circa 10 volte superiore, ed è addirittura
oltre 50 volte superiore nei fumatori che sono anche esposti ad
asbesto. L'eliminazione almeno del fumo è quindi in grado di
contribuire a ridurre la probabilità di contrarre tumori polmonari
anche in lavoratori che sono stati esposti ad asbesto.
I sintomi possono essere molto diversi e per lo più, tosse con
catarro, affanno, dimagrimento, compromissione grave delle
condizioni generali.
La diagnosi è principalmente radiografica e può essere completata
dall'esame microscopico dell'espettorato e da altri accertamenti
strumentali.
Il decorso è caratterizzato da un progressivo deterioramento delle
condizioni di salute e della possibilità di ulteriori disturbi
legati a localizzazioni metastatiche in altri organi. Per alcuni
tumori più piccoli e in fase iniziale si può tentare un'asportazione
chirurgica radicale, ma i risultati sono spesso insoddisfacenti.
Anche l'efficacia di trattamenti farmacoloogici e radianti è
purtroppo, a tutt'oggi, molto relativa.
Tumori del tratto gastro-intestinale, della laringe e di altre sedi
Numerosi studi hanno mostrato che la mortalità per tumori in genere
è più alta neii lavoratori esposti a polveri libere di asbesto che
nella popolazione generale, e in particolare sembrano più frequenti
i tumori del tratto gastro-intestinale e della laringe. L'aumento
della frequenza per queste malattie è comunque molto inferiore
rispetto a quello descritto per i tumori polmonari ed è a tutt'oggi
oggetto di studi per una migliore comprensione dei meccanismi che lo
determinano.
Anche per questi tumori i disturbi sono rappresentati da
compromissione dello stato generale di salute, da disturbi della
funzione stessa degli organi colpiti e da segni di compressione
degli organi adiacenti. Altri disturbi possono dipendere da
localizzazioni metastatiche.
Il decorso è progressivo: molte forme iniziali possono essere
aggredite chirurgicamente ed eventualmente si possono praticare
terapie radianti o farmacologiche.
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