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STORIA DELL'AMIANTO
(Tratto da: F. Carnevale e E.
Chellini, Amianto. Miracoli, virtù, vizi, Editoriale Tosca, Firenze
1992)
"Dall'antichità fino all'epoca moderna, l'amianto è stato usato per
scopi "magici" e "rituali". I Persiani e anche i Romani disponevano
di
manufatti in amianto per avvolgere i cadaveri da cremare, allo
scopo di ottenere ceneri più pure e chiare. Una credenza popolare
diceva che l'amianto fosse la "lana della salamandra", l'animale che
per questo poteva sfidare il fuoco senza danno.
Marco Polo ne Il Milione sfata questa leggenda e racconta che nella
provincia cinese di Chingitalas, filando questo minerale si otteneva
un tessuto impiegato per confezionare tovaglie.
Risale al '600 la ricetta del medico naturalista Boezio che dimostra
l'uso dell'amianto nelle medicine dell'epoca.
"Dall'asbesto si fa spesso un unguento miracoloso per il lattime e
per le ulcerazioni delle gambe. Si prendono quattro once di
asbesto,
due once di piombo, due once di ruta e vengono bruciate, quindi
ridotte in polvere vengono macerate in un recipiente di vetro con
l'aceto ed ogni giorno, per una volta al giorno per un mese
l'impasto viene agitato; dopo un mese si deve far bollire per un'ora
e lo si lascia riposare finchè non diventi chiaro: poi si mescola
una dose di codesto aceto bianco con una ugual dose di olio di rosa
finchè l'unguento sia ben amalgamato: allora si unge tutto il capo
del fanciullo per farlo rapidamente guarire: per la scabbia e le
vene varicose le parti vengono unte al tramonto finchè non
sopravvenga la guarigione. Se questo minerale viene sciolto con
acqua e zucchero e se ne somministra una piccola dose al mattino
tutti i giorni alla donna quando ha perdite bianche, guarisce
subito".
L'amianto è rimasto presente nei
farmaci sino ai recenti anni '60 per due tipi di preparati: una
polvere contro la sudorazione dei piedi ed una pasta dentaria per le
otturazioni.
La prima utilizzazione dell'amianto da parte dell'industria risale
agli ultimi decenni dell'800. L'incremento nell'estrazione e
nell'impiego (e quindi nel suo accumulo progressivo nell'ambiente di
vita e di lavoro) è ben illustrato dalla seguente tabella proposta
da I. J. Selikoff e che riguarda la situazione degli Stati Uniti
d'America. Il consumo è espresso in tonnellate, la prima cifra si
riferisce al consumo nel decennio, la seconda cifra dà il valore
cumulativo dei consumi a partire dal primo decennio considerato.
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1890-1899 |
64.500 |
64.500 |
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1900-1909 |
265.000 |
329.500 |
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1910-1919 |
986.000 |
1.316.000 |
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1920-1929 |
1.995.500 |
3.315.000 |
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1930-1939 |
1.880.000 |
5.195.000 |
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1940-1949 |
4.654.000 |
9.849.500 |
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1950-1959 |
7.417.000 |
17.266.500 |
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1960-1969 |
7.561.000 |
24.827.500 |
La tendenza alla crescita si è
interrotta decisamente soltanto a partire dalla seconda metà degli
anni '70.
Grande clamore ebbe nel 1903, in seguito ad un incendio che aveva
causato 83 morti, la sostituzione nella Metropolitana di Parigi di
materiali infiammabili o che producevano scintille, con
manufatti
contenenti amianto, compresi i freni delle carrozze. Lo stesso
avvenne nella metropolitana di Londra e poi nel 1932 per la
coibentazione del transatlantico Queen Mary. Questi eventi furono
molto reclamizzati tanto da indurre una eccessiva confidenza con
l'amianto fino a favorirne una massiccia diffusione in scuole,
ospedali, palestre, cinema oltre che in tutti i settori industriali.
In Italia, nella seconda metà degli anni '50, si coibentarono con
l'amianto le carrozze ferroviarie, fino ad allora isolate con
sughero.
Nel 1893 inizia in Austria la produzione del
cemento-amianto.
Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per
la produzione di
tubi in cemento-amianto. La produzione e l'uso di
manufatti in cemento-amianto per l'edilizia sono aumentati fino ad
alcuni anni fa."
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