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AMIANTO NELL'INDUSTRIA

Coperture in eternit, pannellature e tamponature

Nelle attività industriali è stato frequente l’utilizzo di coperture nei capannoni con lastre ondulate di cementoamianto (più comunemente conosciute con il nome commerciale di "Eternit"), con amianto in una percentuale variabile tra il 12 ed 15 % sul peso totale. La tipologia di amianto usata é il crisotilo, ma spesso avvenivano aggiunte di crocidolite (a volte riconoscibile da ciuffi blu scuro di fibre affioranti) e/o amosite in basse percentuali.

I pannelli di divisione o tamponatura usati erano, spesso, materiali compositi dell’amianto dove, oltre al cemento, si possono ritrovare lane minerali, resine organiche, cellulosa.

Condotte e tubi coibentati

É stato molto frequente, in passato, l’uso di tubazioni in cemento-amianto di vario calibro, sia per l’adduzione di acqua potabile/industriale sia per condotte fognarie, oltreché per pozzetti, gronde, canali, serbatoi. Il cemento-amianto si prestava molto bene anche per il trasporto di fluidi industriali (oli, acidi, etc.) ad elevata temperatura oltre che a pressione: in questo caso veniva usato, un cemento-amianto con più del 15% di asbesto miscelato.

Altra applicazione industriale molto diffusa é stata la ricopertura delle tubazioni metalliche da coibentare con impasti di amianto (soprattutto amosite), gesso o silicati di magnesio o sodio; questa malta veniva contenuta mediante una retina metallica; il tutto era racchiuso da una sottile copertura in cemento-amianto: questa modalità di coibentazione, nota come "coppella", attualmente si rinviene protetta da lamierino zincato o da telatura bituminosa nelle parti danneggiate o sottoposte a manutenzione.

Serbatoi, reattori, refrigeratori, giunti di espansione

Grande diffusione ha avuto, in passato, la coibentazione di contenitori per la tenuta termica, anche di grandi

dimensioni, con amianto friabile, soprattutto amosite. Risultano normalmente ricoperti da rete metallica di contenimento e lamiera zincata esterna. In serbatoi e impianti di refrigerazione, l’asbesto ha avuto un analogo utilizzo come isolante termico per abbassare il punto di brina. Nei forni e nei reattori, soprattutto realizzati con materiali refrattari, veniva impiegato nei giunti di espansione.

Impianti termici, impianti a pressione e bombole

Negli impianti chimici dove la pressione spesso si combina con temperature operative spinte ed eventualmente liquidi corrosivi, l’amianto ha giocato un importante ruolo nei punti di tenuta, costituendo il principale materiale usato per le guarnizioni, sovente sotto forma di treccia di crisotilo tessuto.

Corde di amianto (crisotilo) si ritrovano, frequentemente, quali guarnizioni nelle caldaie. Nelle bombole di acetilene l’amianto friabile costituisce una frazione importante del peso totale del contenitore.

Parti di macchine e macchinari

In passato, è stato frequente l’utilizzo di amianto in parti di macchinari quali, ad esempio:

• convertitori di coppia;

• frizioni e freni;

• rondelle e guarnizioni;

• coibentazioni isolanti elettriche, termiche, antifiamma, antibrina, antirombo e antirumore.

Impianti elettrici

Nei quadri elettrici, nelle centraline di distribuzione e telefoniche, l’amianto ha trovato largo uso: carte,

cartoni, pannelli, materassini isolanti, caminetti spegniarco in cemento-amianto, paratie in glasal o sindanio (tipi di cemento-amianto prodotti con particolari miscele ad alta pressione e particolarmente duri).

Giunti flangiati, baderne e guarnizioni

Trattasi di un altro settore di impiego, assai vasto, di tessuti di amianto e di miscele di amianto con varie componenti resinose organiche (la più nota è l’amiantite, prodotta in fogli di vario spessore e ritagliabile da fustellatrici per ottenere guarnizioni di giunti, di motori, di valvole, di tubazioni, di contenitori).