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AMIANTO IN EDILIZIA

Le coperture in cemento-amianto

In Italia l’uso di coperture in cemento-amianto (lastre ondulate, tegole, pianelle, ecc.) ha rappresentato quasi il 90% di tutto l’amianto utilizzato. Tali prodotti possono rappresentare una fonte di contaminazione di fibre nel caso siano degradate o danneggiate e, comunque, quando la matrice cementizia perde la sua consistenza.

Sono costituite, per la quasi totalità, da crisotilo, ma possono essere presenti anche anfiboli: la presenza di crocidolite è riconoscibile anche ad occhio nudo se emergono in superficie fiocchi di colore blu.

Controsoffitti , coibentazioni di sottotetto

Se non presenti sotto forma di lane o feltri di amianto, è possibile un utilizzo di pianelle e pannelli in cemento-amianto piano. A scopo antincendio e di tenuta del calore sono stati realizzati anche intonaci a spruzzo o con impasti gessosi dati a cazzuola, con tenore in amianto variabile, specie per gli intonaci.

Cassoni , serbatoi , tubazioni per l’acqua

Si tratta di applicazioni frequenti nell’edilizia. Si tratta di cemento-amianto di vario spessore e di vario calibro, utilizzato sia per le acque bianche e meteoriche che per gli scarichi fognari (pozzetti, gronde, canalizzazioni). Va ribadito che non vi sono evidenze scientifiche consolidate su problemi per la salute dovuti ad ingestione di fibre tramite l’acqua potabile.

Canne fumarie, camini e tubazioni di scarico fumi di combustione

In tutte le adduzioni di fumi e scarichi sono state diffusamente usate tubazioni in cemento-amianto, sfruttando le caratteristiche di incombustibilità e tenuta del calore del materiale.

Pannelli, divisori, tamponature

Soprattutto nell’edilizia prefabbricata sono state usate, sino agli anni ‘80, pannellature in miscele di amianto con varie matrici leganti, organiche ed inorganiche (carbonato di calcio e silicato di alluminio). Presentano habitus fibroso nelle superfici di taglio; sono realizzati, prevalentemente, utilizzando crisotilo ma anche anfiboli, per un contenuto totale di circa il 15% in peso.

Pavimentazioni in vinil-amianto

Si tratta di prodotti molto frequentemente usati nell’edilizia pubblica, prima degli anni ’80, in particolare nella realizzazione di ospedali, scuole, uffici e caserme. Il vinil-amianto, prodotto in piastrelle o lastre (per lo più verdi o blu), ha un contenuto di amianto variabile da 3-4 al 30 %, prevalentemente di tipo crisotilo.

Caldaie, stufe, forni ed apparati elettrici

Molte applicazioni domestiche o di uso comune possono presentare applicazioni di materiali contenenti amianto, come ad esempio:

• guarnizioni sotto forma di cordoncino o cartone e isolamenti termici, sotto forma di feltri e tessuti di amianto in stufe, caldaie e forni;

• cartoni negli apparati elettrici o ferri da stiro o asciugacapelli;

• guarnizioni in motori elettrici, caldaie, motori a scoppio.

Coibentazione di tubi per il riscaldamento

I locali caldaia sono, potenzialmente, un luogo in cui è ragionevole ipotizzare un utilizzo, in passato, di amianto come:

• coibentazione dei tubi (impasto gessoso o nastri tessuti);

• isolante elettrico (cartone) per le contattiere e per i termostati o termocoppie;

• premistoppa per le valvole;

• feltri, tessuti e guarnizioni intorno alla caldaia.